di Pierfrancesco Pacoda Sguardi rapiti, perduti nella bellezza delle parole che raccontano una storia fantastica. Gianni Rodari in una scuola elementare di Reggio Emilia nel 1972 regala una favola ai bambini. Nel centenario dalla nascita, è dedicata a uno dei più celebri e originali scrittori per l’infanzia l’inaugurazione oggi di Archivio Aperto, il festival dedicato al cinema ‘di famiglia’ e sperimentale (fino al 6...

di Pierfrancesco Pacoda

Sguardi rapiti, perduti nella bellezza delle parole che raccontano una storia fantastica. Gianni Rodari in una scuola elementare di Reggio Emilia nel 1972 regala una favola ai bambini. Nel centenario dalla nascita, è dedicata a uno dei più celebri e originali scrittori per l’infanzia l’inaugurazione oggi di Archivio Aperto, il festival dedicato al cinema ‘di famiglia’ e sperimentale (fino al 6 dicembre). Un’edizione interamente realizzata attraverso incontri e proiezioni on line.

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Il documento video su Rodari è una esclusiva della rassegna che anche quest’anno esplora i territori spesso polverosi ma ricchi di sorprese del cinema cosiddetto ‘amatoriale’: lontano dalla grande distribuzione, ma importante per la sua capacità narrativa del presente. Come nella retrospettiva dedicata domani al regista bolognese Mauro Mingardi, considerato una personalità di culto, autore di opere tutte rigorosamente girate in città, capaci di dare un’aria ‘emiliana’ al genere noir: come in Raptus, dove le atmosfere alla Hitchcock permeano paesaggi periferici locali. Sono cinque film restaurati grazie al Mibact che ne ha riconosciuto il valore culturale. Basti pensare al lungo corteggiamento da parte di Rossellini che lo voleva a Roma al sua fianco, richiesta che rifiutò fermamente, mentre è a lui che si rivolge Marco Ferreri scegliendolo come aiuto regista quando arriva a Bologna per girare Chiedo asilo.

Latitudini lontane, invece, quelle al centro di un ritrovamento: un corposo archivio di pellicole girate nella New York degli anni ’60 da un gruppo di adolescenti che sottraggono alla famiglia le cineprese per sperimentare ogni linguaggio possibile, dall’horror all’animazione. Cresciuti, molti di loro diventeranno dei professionisti dell’immagine. Verrà trasmessa oggi l’antologia dei loro filmati, The Shape of the Things to Come, sonorizzata live da Effetto Brama. Da segnalare anche Diary, opera monumentale dell’israeliano David Perlov, che attraversa 10 anni di storia del suo paese.

Info: www.archivioaperto.it, proiezioni su www.mymovies.itondemandarchivio-aperto e su www.facebook.comarchiviohomemovies.