Tazio Nuvolari in uno degli scatti di Walter Breveglieri
Tazio Nuvolari in uno degli scatti di Walter Breveglieri

Bologna, 19 settembre 2019 - Uno spaccato originalissimo della nostra Bologna. Personaggi, luoghi, avvenimenti rari e inediti del nostro passato sono racchiusi, come in una preziosa crisalide, nella mostra Walter Breveglieri Fotografo visitabile nella sala d’Ercole di palazzo D’Accursio sino al 29 novembre (FOTO). È un regalo che la casa editrice Minerva fa alla città per celebrare i suoi 30 anni di attività, avendo da un anno acquistato dalla vedova del fotografo, Paola, 250mila negativi e 40mila stampe, nonché foto di fotografi altrettanto importanti del mondo, di cui Breveglieri aveva la liberatoria.

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«La mostra – ha sottolineato l’editore Roberto Mugavero – che con orgoglio io e i miei figli Guido e Martina abbiamo ideato ed allestito, propone un archivio di immagini che vanno dal 1944 al 1972 e illustrano quella Bologna che, con la sua proverbiale caparbietà e ostinata discrezione, ha partecipato a tutti gli avvenimenti storici, mondani, politici. Considero questo evento, che rappresenta la prima antologica di Walter Breveglieri, che fu in questi anni il fotografo de il Resto del Carlino sino a quando nel ‘72 divenne operatore Rai, anche un momento importante della mia carriera. Infatti oggi, con 120 titoli all’anno tra romanzi e libri di attualità, posso dire che la mia casa editrice ha vinto quella scommessa che feci con gli editori di Milano ben 30 anni fa, quando da giovane sognatore credevo però nella mia città e nella qualità della cultura».

Dello stesso avviso è l’assessore alla Cultura del Comune, Matteo Lepore, che visitando la mostra ha evidenziato come in questo caso la fotografia abbia un valore universale, perché può raccontare i fatti nella loro obbiettività. Un esempio lampante sono gli scatti che rappresentano l’unico bimbo scampato all’eccidio di Marzabotto, o quello dell’alluvione del Polesine, o i processi più eclatanti come quelli a Paolo Casaroli, Carlo Nigrisoli o Ettore Grande, e ancora due foto inedite del 1957 di Enzo Ferrari che piange alla camera ardente del suo pilota Eugenio Castellotti, e un’altra del Drake con Alfonso De Portago prima della morte del pilota a Guinizzolo per lo scoppio di un pneumatico.

Breveglieri ha marcato per anni le pagine del nostro giornale, quando ancora aveva sede in via Milazzo; un esempio è la bellissima foto scattata mentre i giornalisti correggono le ultime bozze sul piombo in tipografia, tempi passati ma che hanno segnato un’epoca. Ha sorpreso i lettori con i suoi scoop, ha fissato l’obbiettivo sui celebri personaggi che venivano a Bologna, come Ava Gardner con Frank Sinatra, Alfred Hitchcock, William Holden. Non perdendo mai di vista coloro che nello sport hanno avuto una chiara fama come Bartali, Coppi, Pascutti e Bulgarelli, o coloro che hanno definito una linea futuristica nelle auto come Ferruccio Lamborghini e ancora Enzo Ferrari.

Così scriveva Breveglieri prima di morire in novembre del 2000: «Per tutta la vita non ho fatto altro che rincorrere la notizia del giorno per catturarla e poterla offrire il giorno dopo ai lettori o agli spettatori della tv».

Oggi con questa mostra, accompagnata da un catalogo, ovviamente edito da Minerva, con ricordi di Franco Basile, Marco Poli e dello stesso Mugavero, si conferma ancora di più questo suo volere proiettato nel futuro. «Le fotografie di Breveglieri – diceva Sergio Zavoli – sono così perfette che non servono le cornici». Ma bisogna anche aggiungere che il suo obbiettivo sapeva fissare la realtà con la prospettiva tipica del neorealismo e trasmettere un messaggio che solo pochi grandi artisti dello scatto sanno rendere. La mostra è appoggiata da Cna, Confindustria Emilia e Confcommercio Ascom nella cui sede si svolgerà prossimamente un’asta di tutte le fotografie in mostra. Il ricavato sarà devoluto all’associazione C.E.P.S. Onlus.

Info: orari domenica, martedì, mercoledì giovedì e sabato ore 10-19. Venerdì 14.30-19, chiuso lunedì. Ingresso libero.