Bologna, 9 febbraio 2011 - Si avvia alla conclusione la fase preliminare del processo nato dalla maxi-inchiesta della Procura di Bologna che ha fatto luce sulla catena di appalti e subappalti e sulla truffa ai lavoratori dei servizi di assistenza a terra dell’aeroporto Marconi di Bologna, portata avanti per anni dal consorzio Doro group guidato dall’ex pentito Giuseppe Galiandro alias Giuseppe Andrea Danieli (condannato in passato per tre omicidi e associazione mafiosa).

L’udienza preliminare e’ partita da alcuni mesi fa e oggi il pm Antonello Gustapane, titolare dell’inchiesta, ha consegnato al gup Letizio Magliaro una memoria di 395 pagine: dentro ci sono i motivi per cui, in base ad una mole enorme di prove, chiede di mandare a processo quasi tutti gli imputati, 34 in tutto. Le accuse sono (a vario titolo) associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata dei lavoratori, oltre che frode in pubbliche forniture, omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e violazioni in materia di sicurezza. Nel frattempo, il sindacato Usb ha avuto il benestare del giudice e si e’ costituito parte civile.


Sul totale degli imputati arrivati in udienza preliminare, il pm Gustapane ha chiesto il proscioglimento per una sola persona: Cosimo Tarantini, amministratore della cooperativa ‘Facchini veloci’ (inizio’ a lavorare allo scalo perche’ raggirato da Galiandro e all’oscuro del giro di fatture false con cui era stato pagato). E’ invece ancora in forse la scelta del giudizio abbreviato da parte di Alfredo Roma, ex presidente nazionale dell’Enac (e consulente della presidenza del Consiglio per il programma Galileo) che per l’accusa avrebbe aiutato Doro group ad entrare al Marconi. La difesa comunichera’ la propria decisione nell’udienza del 23-24 febbraio.

Sempre il 23-24 febbraio sara’ discusso l’abbreviato per un altro imputato, Giampaolo Gamberini (che aveva un ruolo all’interno del consorzio Doro group). Ci sono poi sei imputati che hanno scelto il patteggiamento: sono quasi tutti accusati di fatti minori, eccetto Galiandro e Primo Visigalli, braccio destro dell’ex pentito insieme all’ex Carabiniere Mario Paschetta. Ad eccezione dei patteggiamenti e dei (forse) due abbreviati, il pm per tutti gli altri ha chiesto il processo. Tra loro, anche l’ex ad di Marconi handling Sante Cordeschi, accusato di corruzione per aver aiutato Galiandro (in cambio di regalie) nella sua ‘scalata’ nella gestione dei servizi di handling del Marconi. Ora la decisione spetta al gup Magliaro: per riflettere ha a disposizione le quasi 400 pagine compilate dal pubblico ministero a compendio di un’inchiesta della Guardia di finanza durata quasi due anni.
Il ‘dominus’ indiscusso della maxi-truffa, Galiandro, che per arrivare ai suoi scopi non esito’ a corrompere manager, poliziotti e Carabinieri (quelli che avrebbero dovuto sorvegliarlo in quanto collaboratore di giustizia), nel luglio del 2008 patteggio’ una pena di quattro anni e mezzo. Rientro’ poi successivamente in un’altra tranche dell’inchiesta in riferimento all’emissione di false fatture a danno di sette istituti di credito. E’ in virtu’ di questa nuova accusa (che si collega e somma alle precedenti) che il patteggiamento (concordato tra Procura e difesa) sale a quattro anni e 11 mesi. Oltre a lui hanno chiesto di patteggiare Primo Visigalli e altri quattro imputati minori (Raffaele Dicanosa, Marie Louise Tavernier Pascale, Ivan Castaldi e Massimo Zeqireja).

Secondo l’impianto accusatorio del pm, Galiandro (che durante l’indagine tento’ anche la fuga in Ungheria) riusci’ nel suo ‘piano’ grazie all’appoggio avuto da Roma (a cui nel 2008 fu rifiutata una proposta di patteggiamento a un anno e otto mesi) e da Cordeschi. Entrambi avrebbero ‘coperto’ il pentito permettendo a Doro group di continuare a gestire i servizi a terra del Marconi, pur non avendo i requisiti per farlo. Entrambi, per l’accusa, vennero ricompensati con regali preziosi, auto di lusso, mobili antichi, pc all’ultimo grido. Cordeschi addirittura per un certo periodo avrebbe preso anche soldi, quasi uno stipendio.
Tra gli imputati ci sono poi gli amministratori di fatto succedutisi nel tempo alla guida delle diverse coop fantasma di cui era composto il consorzio Doro group: tutte “scatole vuote”, stabilirono le indagini, che servivano solo a eludere normative fiscali e contributive. A processo, infine, anche tre Carabinieri e due poliziotti in servizio al Nucleo scorta e protezioni per aver chiuso un occhio sulle attivita’ illecite di Galiandro mentre avrebbero dovuto sorvegliarlo. L’accusa per loro e’ omissione di rapporto, favoreggiamento, abuso d’ufficio e falso, ma per due (Toni Falletta e Salvatore Campanaro) c’e’ anche la corruzione (avrebbero ricevuto in dono automobili e computer).


Nell’inchiesta altri due militari furono accusati di corruzione, ma poi il pm chiese l’archiviazione: sono stati assolti.
Soddisfatto il sindacato Usb, ora parte civile: “Allora organizzammo scioperi- scrive in una nota Luigi Marinelli- ora potremo tutelare i 120 lavoratori sfruttati e coinvolti nella vicenda”. Questo processo e’ inoltre “l’cocasione per denunciare la situazione che migliaia di lavoratori vivono ancora oggi in tanti appalti” conclude Marinelli.