Bologna, 6 aprile 2012 - E’ deceduto all'Ospedale di Parma il 58enne trasferito nella mattina di mercoledì 28 marzo da Bologna, a seguito delle gravissime ustioni riportate su tutto il corpo.  L’uomo era stato portato in elisoccorso a Parma dopo che, schiacciato dal peso dei debiti, si era dato fuoco davanti agli uffici della Commissione tributaria di via Paolo Nanni Costa a Bologna

 

Il muratore, dunque, non ce l’ha fatta. Ha lottato per nove giorni tra la vita e la morte, ma le ustioni gravissime di terzo grado che aveva riportato sul 95% del corpo e che avevano intaccato gli organi vitali, ne hanno provocato il decesso.
Al suo capezzale c’erano la moglie e il cognato.

 

Secondo le lettere, ritrovate all’interno dell’abitacolo dell’auto andata in fiamme, l’uomo era disperato per problemi economici e pendenze con il fisco. Quella stessa mattina, pochi istanti dopo il suo gesto disperato, il suo avvocato aveva infatti patteggiato una condanna per infedeli dichiarazioni dei redditi. Il muratore avrebbe, infatti, presentato alcune fatture false. Le missive rinvenute dalla polizia municipale che gli aveva prestato il primo soccorso, strappandolo alle fiamme, erano infatti di scuse indirizzate alla moglie e alla stessa Agenzia delle entrate.

 

IL CORDOGLI DEL SINDACO MEROLA

"Esprimo condoglianze a nome mio e dell'Amministrazione comunale tutta alla famiglia dell'imprenditore deceduto oggi all'Ospedale Maggiore di Parma dopo nove giorni di agonia. Una morte che ci colpisce tutti, già troppe persone hanno compiuto gesti estremi in questo periodo di crisi economica. Occorre che ognuno di noi faccia la propria parte per prevenire che in futuro possano ripetersi situazioni di disagio che portino le persone ad
arrivare a togliersi la vita"