30 anni di Bandabardò, 'Se mi rilasso collasso', il manifesto della loro vita

La Bandabardò festeggia 30 anni di concerti con un libro e uno spettacolo. Finaz racconta come la loro energia, passione e carica emotiva sia arrivata anche all'estero. Un messaggio di leggerezza per temi complessi attraversa le loro canzoni.

’Se mi rilasso collasso’ è una frase manifesto di una maniera gioiosa, nonostante tutto, di affrontare la vita. Titolo di una canzone e del libro scritto dalla Bandabardò per festeggiare 30 anni di concerti. Il volume verrà presentato questa sera alle 21 al DiMondi Festival di piazza Lucio Dalla con uno spettacolo del gruppo guidato dal chitarrista Finaz, ospite Giobbe Covatta.

Finaz, ’Se mi rilasso collasso’: parole perfette per descrivere la vostra storia.

"Sì è la sintesi della nostra maniera di essere, guardare sempre al futuro, rialzarsi anche quando le condizioni sembrano andare in direzione contraria, ricordarsi ogni secondo della nostra esistenza. Innamorarsi, vedere a colori, commuoversi. Abbiamo tante esperienze da provare, impossibile rilassarsi".

Piaceri, lei dice, ma anche dolori.

"Come quello, straziante, per la Banda, di tre anni fa, quando è scomparso Erriquez, che del gruppo era l’anima. Come riprendersi da un dolore simile? È stato lui a chiedere che la Bandabardò andasse avanti, continuasse a suonare. E questo, per noi, ha significato farlo vivere ogni volta che saliamo su un palco".

Palchi italiani e tanti palchi stranieri conquistati. Cosa arriva al pubblico estero?

"Sicuramente l’energia, la passione, la carica emotiva. L’Europa è piena di ragazzi che hanno vissuto per un periodo in Italia, frequentato le nostre università. Quando sono tornati a casa hanno portato anche le musiche delle loro sere italiane. Come la nostra. La prima volta che abbiamo suonato all’estero, a Madrid, ci siamo trovati in un locale tutto esaurito".

C’è un messaggio che attraversa le vostre canzoni?

"Credo che la maniera di scrivere di Erriquez fosse davvero unica, perché riusciva a usare la leggerezza per raccontare temi complessi. È stata la sua grande lezione che proviamo a trasmettere sui palchi".

Pierfrancesco Pacoda