Davide Marchesi, 62 anni, indica il confine con l’autostrada
Davide Marchesi, 62 anni, indica il confine con l’autostrada

Bologna, 8 marzo 2018 - La lettera in realtà è arrivata già da qualche tempo. Ma non abbastanza per permettere alle famiglie che, da Ozzano e Ponte Rizzoli giù fino a Castel bolognese e Solarolo (Ravenna), passando per Castel San Pietro e Imola, si sono viste annunciare che una parte dei loro terreni sarebbe stata espropriata per i lavori di ampliamento dell’autostrada A14, di accettare serenamente la novità. Una quarta corsia nuova fiammante è in arrivo a partire dal nuovo svincolo di Ponte Rizzoli fino alla diramazione per Ravenna. e naturalmente anche nello stesso tratto della opposta direzione.

Le famiglie, le aziende e le realtà interessate da questo tratto di una trentina di chilometri di autostrada sono centinaia. E la maggior parte alza le braccia tra l’arrabbiato e il rassegnato. Tra questi Giancarlo Tosarelli e la moglie Norma Corti, al confine di Ponte Rizzoli, frazione di Ozzano. "Abitiamo qui dal ’67 – spiega la coppia –. Già nel ’90 ci espropriarono di un pezzo di terreno, pagandocelo briciole. Certo, chi abita nei paraggi sa che può succedere, ma per quanto siamo favorevoli al progresso e a questi interventi è dura accettare che siamo impotenti".

Non ci sta Ferdinando Vibio, in territorio di Castel San Pietro, a vedere il proprio terreno ceduto in locazione ad Autostrade per la durata dei lavori. «È vergognoso – esclama –: su quel terreno ho installato un drenaggio per l’acqua. Quando le betoniere e i mezzi pesanti l’avranno attraversato per mesi, benché mi venga restituito bonificato, sarà distrutto. Un danno inqualificabile e impossibile da rimborsare. Speriamo siano disponibili a venirci incontro". Anche economicamente: per ora nessuna offerta ufficiale è stata fatta ai cittadini interessati agli espropri.

Ma Davide Marchesi, di Castel San Pietro, un’idea ce l’ha: "Ci verrà offerto un po’ di più del prezzo agricolo dei terreni, ovvero circa 4 euro al metro, 40mila euro l’ettaro. Io, mio padre e mio zio verremo espropriati di circa 800 metri quadri di terreno, ma non presenteremo un’opposizione, a differenza di diversi nostri vicini, che hanno già annunciato di averne tutta l’intenzione. Del resto, quando si prevede questo tipo di interventi, la terra ce la prendono e basta. E poi non abbiamo più l’età: mio padre ha 92 anni, mio zio 82 e io ho superato i sessanta. La vita nei campi non fa più per noi".