Castiglione Dei Pepoli (Bologna), 27 dicembre 2015 - Febbre da raddoppio. Chi si muove tra Bologna e Firenze in questi giorni sette volte su dieci sceglie la variante di valico La Quercia-Barberino e scarta l’Autosole. Anzi, «la panoramica», come la chiamano ormai quelli di Autostrade, che dalle telecamere sorvegliano i passaggi. GUARDA IL VIDEO

Ancora non esistono statistiche ufficiali ma l’osservazione all’esordio conferma quel che gli studi avevano previsto, gli italiani lasciano la strada vecchia e scelgono la nuova. Un po’ incuriositi e forse ancora un po’ increduli, per un’opera discussa dall’82 e progettata negli anni Novanta. I primi fan della variante sono i camionisti, che fra l’altro sul nuovo tracciato non dovranno più rispettare il divieto di sorpasso. Gennaro Apice, napoletano, aveva già le idee chiare alla vigilia dell’inaugurazione, il 22, fermo per una sosta a Roncobilaccio, sulla vecchia A 1. «Penso che noi andremo tutti di là. Anche perché di qua, che ce ne facciamo più?». Viaggio sicuramente più comodo e più breve, meno stress e meno carburante, gallerie illuminate a giorno, due corsie di marcia e una d’emergenza da tre metri e mezzo. E qualcuno si chiede, ma perché solo due corsie?

Intanto: se dovete entrare a Sasso Marconi e andare a sud, controllate bene il livello del serbatoio, prima di partire. Dopo la chiusura di Aglio, il primo distributore è a 80 chilometri. C’è chi si è ‘piantato’. Perché ancora mancano pezzi a questa variante inaugurata un po’ di corsa, prima di Natale. Si sta lavorando alla Badia, al Poggiolino... Poi: lascia un po’ spaesato l’automobilista anche il passaggio improvviso dalla vecchia A1 al raddoppio, vale per il tratto emiliano e per quello toscano. Si vede l’incertezza di chi arriva lì, al primo cartello, rallenta e quasi sbanda.

Domenico al distributore di Cantagallo conferma: «Gli automobilisti dicono che è una bella strada, ma l’indicazione non è così chiara, la gente non capisce dove deve andare». Nicola, in viaggio nel giorno di Natale, dalla Toscana pensava di aver imboccato il raddoppio ma si è trovato, deluso, sulla vecchia A1 e a Roncobilaccio est. Invece Marco Stoppa, veneto, è innamorato della ‘panoramica’, «l’ho fatta per tanti anni, continuerò. È così bella...». Qualcuno teme che prima o poi verrà dismessa. Mentre per la variante si rincorrono le voci sui cantieri, «ma è vero che ci saranno chiusure notturne?».

Il raddoppio ha già avuto anche la sua prova del fuoco, alla lettera. L’altro giorno in galleria è scoppiata una gomma a un tir. Sono arrivate le moto volanti del servizio anti-incendio, sistema che era stato sperimentato anni fa anche sul primo pezzo dell’A1 bis, i tunnel tra Sasso e Rioveggio. Sono squadre speciali, si muovono su due ruote e pick-up, attrezzati per i primi getti d’acqua. Custodi delle gallerie, che sono la metà del tracciato. Le stesse delle frane e dei tanti timori. Tutti risolti, così assicurano gli ingegneri. Si sa che l’Appennino è fragile, lo scoop resiste dagli anni Cinquanta. Quando sui giornali si titolava già: «Hanno sbagliato l’autostrada del Sole».

 

Roncobilaccio, il casello dei Pooh e di Venditti non canta più

Tra queste gole dell’Appennino – paesaggio incantato, boschi a perdita d’occhio tra due regioni e terra di miracoli – per un certo periodo si accasarono anche i Pooh, ospiti con la sala prove dell’hotel Roncobilaccio, quell’insegna gialla che rischiara le notti dei viaggiatori. Già, Roncobilaccio. Il paese cantato anche da Venditti in ‘Bomba o non bomba’, indimenticabile quel vecchio dallo «sguardo profondo e un fazzoletto al collo» che avvisava: «Ragazzi in campana, qui non vi lasceranno andare». Ma ora le note sono stonate. Chi lavora nelle due aree di servizio – almeno ottanta persone – si prepara a fare i conti con il calo di traffico e clienti. Quanti posti salteranno? E ancora non è pronta la Badia, oggi solo casello, il terzo per Castiglione, dopo Pian del Voglio e Roncobilaccio. Piccolo record per un paese di seimila abitanti. Meglio di Barberino, che è un po’ più grande, ne ha ‘solo’ due e non può scegliere. Da lì verso Bologna si può imboccare solo la variante. Sereno, nonostante tutto, padre Giuseppe, rettore di Bocca di Rio, il santuario delle Grazie, con l’immagine della Madonna, veneratissima. Prevede: «Forse all’inizio avremo qualche presenza in meno. Ma alla fine i pellegrini non perderenno la strada».