Una delle attiviste incatenata agli alberi
Una delle attiviste incatenata agli alberi

Bologna, 6 febbraio 2020 - È iniziato lunedì il rinnovo degli alberi in via Bentivogli, ma alcuni cittadini, che non condividono la decisione del Comune, non arrendono. Già dalle 10 di ieri mattina, infatti, all’angolo tra via Masia e via Sante Vincenzi l’obiettivo comune dei residenti era uno solo: presidiare contro l’abbattimento dei 27 olmi siberiani piantati lungo la strada principale, che devono essere sostituiti da altrettanti aceri campestri. La protesta si è poi infiammata oggi pomeriggio, quando una delle manifestanti si è addirittura incatenata a uno degli alberi, per evitarne l'abbattimento.

Una scelta che non solo ha scatenato un forte dissenso, ma ha insinuato anche dei sospetti sul motivo dei lavori: nonostante gli avvisi e i cartelli in strada parlino di una "periodica manutenzione e cura del verde pubblico", c’è infatti chi non ci sta. "Quando abbiamo assistito all’opera di abbattimento dei primi alberi, l’agronomo della società a cui è stato affidato l’appalto ci ha dato spiegazioni diverse – racconta il cittadino Alessandro d’Ausilio –. Pensiamo quindi che qualcosa non torni: dopo il monitoraggio visivo è stato dichiarato che la maggior parte delle piante da potare risultano sane. Il fatto che gli olmi vengano sostituiti con alberi più piccoli non solo ci fa temere un danno ambientale, ma anche sospettare che si tratti di lavori funzionali per la disposizione della rete 5G".

Tra i sospetti, infatti, la tesi che più si fa strada tra i residenti è proprio quella della rete di quinta generazione, che per poter effettuare un’efficace irradiazione del segnale richiederebbe l’abbattimento degli alberi più alti, poiché sarebbero un ostacolo.

"Stiamo ricevendo chiamate da molti cittadini preoccupati, anche fuori dalla Cirenaica – spiega Alessandro Fabianelli, portavoce dei Verdi a Bologna –. Abbiamo quindi chiesto un’udienza conoscitiva all’assessore alla Manutenzione del verde pubblico Alberto Aitini, perché vogliamo capire se esiste un protocollo che affermi la reale presenza di alberi malati".