La polizia fuori dal palazzo di via Nullo dove è avvenuta l’aggressione
La polizia fuori dal palazzo di via Nullo dove è avvenuta l’aggressione

Bologna, 17 febbraio 2020 - Il volto tumefatto, le mani sul ventre, a stringersi le ferite provocate dalle coltellate che le aveva appena inferto suo figlio. Via Francesco Nullo, zona Savena. In strada, appena dopo il pranzo della domenica, non c’è quasi nessuno.

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E il silenzio che è appena calato è totale. Sono le 14,30 quando alla centrale operativa della polizia arriva la segnalazione di una violenta lite in casa. Sono i vicini a segnalare le grida. Spesso, troppo spesso, da quell’appartamento di edilizia popolare arrivano urla e rumore di mobili rotti. Questa volta, non sono stati solo vetri in frantumi. Quando i poliziotti, raggiungono assieme al 118 l’appartamento, si trovano davanti il figlio della donna, con in mano ancora il coltello usato per ferire la mamma, colpita con diverse coltellate all’addome. I due sono da soli nell’abitazione. È un attimo, ma la tensione è altissima: quando il sessantenne, completamente ubriaco, vede gli agenti avvicinarsi alla madre, si lancia contro di loro, tirando fendenti e cercando di accoltellarli.

Non fa avvicinare neppure i sanitari alla madre, che intanto geme sul pavimento e perde sangue. I poliziotti, per bloccare il figlio esagitato e riuscire a liberare la donna, utilizzano lo spray urticante in dotazione. Il sessantenne, irritato dalla sostanza, finalmente inoffensivo, lascia cadere il coltello, e i poliziotti in una frazione di secondo lo immobilizzano.

La signora viene immediatamente soccorsa dai sanitari. Le ferite, fortunatamente, sono superficiali, poco profonde. E la lama non ha toccato organi vitali. L’ottantaseienne viene accompagnata in ambulanza, in codice di media gravità, all’ospedale Sant’Orsola mentre il figlio, in arresto, viene portato al Maggiore, per curare gli effetti dello spray urticante e della sbornia.

La vicenda ricorda, senza lo stesso esito tragico, l’omicidio di Patrizia Gallo, uccisa con 89 coltellate la sera del 16 ottobre 2016 dal figlio, in via Caduti e dispersi in Guerra, sempre al Savena. Era stato lui, subito dopo la mattanza, a chiamare la polizia e confessare.