Accordo alla Fna di Zola: più ferie e soldi in busta

Migliora anche la parte normativa per i 140 dipendenti. Sul versante occupazionale sono previste nuove assunzioni.

Accordo alla Fna di Zola:  più ferie e soldi in busta

Accordo alla Fna di Zola: più ferie e soldi in busta

Aumenta il salario, crescono i giorni di ferie e migliora la parte normativa per i 140 dipendenti della Fna spa (ex Fini compressori) di Zola Predosa, dove i lavoratori hanno approvato quasi all’unanimità l’ipotesi di accordo per il rinnovo dell’integrativo aziendale dal 2023 al 2025. Nello stabilimento di via Toscana, acquisito nel 2010 dalla Nuair di Torino, si producono i compressori rotativi a vite, un prodotto nel quale Fna è leader di mercato. Alla votazione hanno partecipato 119 lavoratori e l’accordo è stato sottoposto a referendum segreto ed approvato con 118 voti favorevoli. Una conferma per la Rsu, e per le rappresentanze sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm che in un comunicato esprimono "grande soddisfazione per l’ esito della consultazione su un’intesa che prevede importanti miglioramenti sia per la parte normativa, sia in tema di diritti ( collettivi e individuali ) sia per la parte economica".

In tema di salario infatti l’accordo prevede che venga incrementato il premio annuale di risultato massimo erogabile ( collegato a obiettivi di qualità, produttività e redditività ) che passa da 1710 euro del vecchio accordo a 2100 euro per il 2023. con una progressione negli anni seguenti, fino ai 2200 euro nel 2025. Significativo è l’aumento della voce ‘salario certo’ da erogare sotto forma di acconto che passa da 700 a 900 euro nel 2024, per poi tendere ai mille euro del 2026. Sul versante occupazionale "sono previsti incontri specifici con informazioni alla Rsu in concomitanza all’ingresso in azienda di nuovi assunti (compresi i somministrati e in ‘staff leasing’ per i quali è stabilita una quota massima del 18% sul totale degli occupati)". Per le figure dei precari è prevista l’acquisizione del diritto di precedenza in caso di assunzioni a tempo determinato in riferimento alle mansioni già svolte per chi ha lavorato almeno tre mesi in azienda con il livello minimo d’ingresso fissato all’attuale ‘D2’. A questo si aggiunge, sottolineano i rappresentanti dei lavoratori "l’impegno dell’azienda a garantire a tutti i lavoratori uguali condizioni di lavoro e pari opportunità di crescita professionale senza distinzione di genere", oltre a riconoscere il ruolo delle relazioni sindacali in tema di organizzazione del lavoro, formazione, professionalità e trasferimenti.