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11 mag 2022

Addio all’Istituzione Bologna Musei

"Siamo così orgogliosi dei nostri musei che ce li riportiamo a casa". Matteo Lepore chiosa con una battuta la decisione presa ieri mattina in Giunta (destinata ovviamente ad arrivare presto in Consiglio comunale) di sciogliere l’Istituzione Bologna Musei per creare un nuovo settore all’interno del dipartimento Cultura di Palazzo d’Accursio. Un processo di internizzazione che segue quello già avvenuto con soddisfazione per l’Istituzione Biblioteche e che si annuncia immediato: il nuovo organismo (guidato da una figura direttiva scelta attraverso un bando in via di esecuzione) entrerà in funzione il primo luglio. Decadrà quindi il cda sostituito da un comitato di strategia e di indirizzo a cui spetterà l’elaborazione, in sinergia col nuovo direttore, di un progetto di rilancio del settore. Resta ovviamente confermato in toto l’organigramma dei musei cittadini. Sullo sviluppo del comporto il sindaco punta alto, annunciando un finanziamento molto sostenuto (anche grazie ai fondi Pon Metro) e mettendo in fila le sfide future: il nuovo museo Morandi (tre milioni di euro solo per i muri), il Polo della memoria in un’area di ottomila metri quadrati vicino alla stazione (20 milioni), dove potrebbero tenersi le prossime edizioni di Art City, e soprattutto la riqualificazione dello scalo del Ravone, con 100mila metri quadrati aggiunti agli attuali 40mila di DumBo.

"Parliamo del polmone culturale più importante del nord Italia", dice. Ovviamente il futuro è tutto da costruire e il sindaco, oltre a una nuova partnership con Genus Bononiae, rispolvera l’idea di una raccolta a Palazzo comunale, che offra testimonianze dall’Ottocento alla Resistenza. Per fare tutto questo, spiega, serviva uno strumento agile che non poteva essere l’Istituzione nata dieci anni fa e segnata da intralci burocratici.

c.cum.

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