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30 apr 2022

Addio, vecchio quartiere operaio

marco
Cronaca

Marco

Guidi

A essere onesti si potrebbe parlare di tutta la città. Ma facciamo pure il punto sulla delinquenza in Bolognina, sui reati che lì avvengono con preoccupante frequenza.

Sulle ripugnanti aggressioni di esseri subumani a persone anziane non in grado di difendersi. Non che, lo ripetiamo, cose simili e a volte anche più gravi non avvengano anche in zone diverse. Una coltellata in zona universitaria (che pena gli annunci di problemi risolti, di tranquillità ritrovata e via di grancassa), una rapina in piazza Malpighi, un caos indecoroso al Pratello. Che fine ha fatto la bella Bologna dei biasanot, delle chiacchiere sotto la luna in tranquillità amichevole?

Ma torniamo alla Bolognina, un tempo quartiere orgogliosamente operaio, con le sue regole, con il suo saper vivere, magari con poco, ma trovando amici, coinquilini quasi parenti, spazi sociali, riunioni attorno a un bicchiere di vino. E soprattutto quel misto di bonomia e di controllo sociale ormai sparito. Poi la Bolognina è cambiata: immigrati, sviluppo edilizio non esaltante, gente senza radici, senza umanità. E senza nemmeno appartenere a quella malavita di un tempo, delinquente ma specializzata, capace di sapersi fermare.

No, oggi ecco gli scippatori di quattro soldi, di un cellulare, di una borsetta, gente di ogni colore e di ogni genere (italiani compresi, sia chiaro).

Gente che delinque per abitudine, per incapacità di sapersi mantenere.

Sciacalli, iene umane pronte ad aggredire sempre la preda più indifesa. E non parliamo del fenomeno bullismo, dello spaccio e degli scontri tra i pusher. Insomma, addio, vecchio quartiere operaio. Ora il prefetto ha promosso un incontro per affrontare il problema. Facciamo gli auguri, ma abbiamo dei dubbi che sia possibile. Quando la situazione si incancrenisce è difficile riportarla indietro. Le donne dicono che hanno paura a uscire con il buio. Diciamolo, non solo le donne e non solo con il buio.

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