Il sito di AffittoGiardino

Bologna, 11 ottobre 2017 - Che bello è avere un giardino dove rilassarsi, invitare gli amici, fare sport e magari un tuffo in piscina, se c’è... Ma se per alcuni è proprio un sogno impossibile, non si potrebbe perlomeno affittare a ore il giardino del vicino? L’idea è di tre giovanissimi bolognesi: due studenti di Informatica per il Management all’Alma Mater – Andrea Filippini, 26 anni (a lui si deve l’intuizione), Matteo Manservisi, 23 anni, e Vincenzo Menni, anni 28 (designer e responsabile digital marketing) – e un informatico di professione, Daniele Parazza, 23 anni anche lui. La piattaforma si chiama affittogiardino.it ed è già online, al momento in versione ‘beta’, ovvero non definitiva.

Cornice è la cosiddetta ‘sharing economy’, il mercato delle applicazioni che permettono la condivisione di beni e servizi. Dai viaggi in auto (Bla bla Car) alle stanze (Airbnb), al servizio taxi (Uber) e altro ancora. Tra cui, appunto, perché non i giardini? «Il portale – si legge sull’homepage del sito –, nasce con l’idea di creare un ponte tra chi cerca uno spazio, per una giornata o solo per qualche ora, e chi lo possiede e magari non lo usa».

Gli esempi, snocciola Matteo Manservisi, possono essere svariati. «Dal gazebo per una grigliata tra amici, alla piscina per qualche ora di relax, passando per le tenute private dove è possibile parcheggiare un camper, o fare sport che necessitano di spazio e tranquillità che un parco non può darti». E se questa è la domanda, dall’altra parte c’è l’offerta.

«Come accade con le stanze su Airbnb – considera Manservisi –, siamo alla ricerca di proprietari che abbiano voglia di mettere a reddito un giardino che non usano, di ammortizzare i costi di manutenzione di una piscina o magari di arrotondare le entrate familiari affittando per qualche ora i propri spazi». Certo, ci saranno delle regole: «Sarà l’host, ovvero il fornitore di spazi, a decidere cosa è possibile fare, quanta gente può entrare e cosa mettere a disposizione». E soprattutto, «come avviene sulle altre piattaforme – conclude Manservisi – ci sarà la possibilità di dare un voto a proprietari e affittuari, da consultare per sincerarsi della loro serietà».

Se son rose fioriranno, visto che il sito è online da pochi giorni. Il prossimo passo, spiegano i tre, è raccogliere le disponibilità di proprietari di giardini e tenute, per il momento a Bologna, «così da rispondere a una domanda di spazi che in pochi giorni di lavoro è già arrivata numerosa». Nascerà poi a breve una società con cui partecipare ai bandi pubblici o, chissà, attirare investitori.

Il piano, insomma, è ben orchestrato. E i tre dalla loro hanno almeno un precedente: il corso di ‘Informatica per il management’ è infatti l’erede di quel corso in Scienze di Internet dell’Alma Mater dal quale nel 2009, a 23 anni, uno studente, Christian Sarcuni, uscì con l’idea di un sito per ordinare le pizze, tra lo scetticismo generale. Così, con poche migliaia di euro di budget in una casa di studenti, è nata quella Pizzabo che nel 2017 la multinazionale Just Eat ha rilevato per 125 milioni di euro. Per dire.