Il deputato della Lega Gianni Tonelli, già segretario del sindacato di polizia Sap
Il deputato della Lega Gianni Tonelli, già segretario del sindacato di polizia Sap

Bologna, 8 febbraio 2021 – "In Italia i delinquenti si sentono legittimati ad agire, perché anche se mandano all’ospedale con 35 giorni di prognosi un poliziotto sanno di non andare in carcere, né di essere puniti". Il deputato della Lega Gianni Tonelli, già segretario del sindacato di polizia Sap, è categorico: "Verso certi soggetti noto una linea della magistratura molto morbida. E questo va a discapito di tutti. Si badi bene: la mia non è una difesa corporativa, qui si tratta di buon senso. È una questione educativa e preventiva", dice. Il riferimento è all’aggressione di sabato sera, in via Boldrini, a un agente del Due Torri San Francesco, mandato all’ospedale da un trentaquattrenne della Guinea già pregiudicato.

"Qui parliamo di comportamenti gravissimi e inaccettabili – dice ancora Tonelli – e con misure blande come l’obblico di firma o il divieto di dimora, si delegittima il lavoro delle forze dell’ordine. I poliziotti vanno su strada per dispensare concordia e pacifica convivenza, le basi del vivere civile. E invece, siamo al paradosso di dover sperare che ogni volta che succede qualcosa, un poliziotto si faccia male per poter dimostrare di aver agito per necessità ed evitare un processo per lesioni. Questo perché non è vero che la legge, in Italia, è uguale per tutti. Se io facessi la stessa cosa, dubito fortemente che verrei giudicato nella stessa maniera. Nel 2013 noi come Sap abbiamo portato avanti, per primi, la battaglia delle spypenn. Uno strumento necessario per dimostrare, in fase di processo, la realtà, inequivocabile, dei fatti. Sono i poliziotti i primi a volere questo strumento, per rispondere davanti alla giustizia delle loro azioni. Anche in questo episodio, riprendere la scena avrebbe permesso di mostrare a tutti la gravità dell’episodio subito. Invece, ancora una volta, siamo di fronte a un delinquente libero, che si sente legittimato a portare avanti determinate condotte, perché chiunque arrivi in Italia percepisce subito che l’anello debole della catena sono le forze dell’ordine", conclude il deputato del Carroccio.