Aggressioni ai medici. Questionario bloccato

Diffuso dall’Osservatorio del ministero della Salute e stoppato dal Garante. Doveva individuare, in forma anonima, il crescente fenomeno della violenza .

Aggressioni ai medici. Questionario bloccato

Aggressioni ai medici. Questionario bloccato

Medici vittime di aggressioni, a volte anche mortali. Un fenomeno drammatico e sempre più in crescita in tutto il Paese, tanto che l’Osservatorio sulla sicurezza creato dal ministero della Salute ha deciso di elaborare un questionario che gli Ordini dei medici delle varie città avevano il compito di divulgare affinché venisse compilato, in forma anonima, e si potesse comprendere meglio l’entità del grave problema.

Tale questionario è stato inserito anche sul portale dell’Ordine dei medici di Bologna, divulgato attraverso le agenzie di stampa e i vari siti on line poi, ieri, la notizia che il Garante per la privacy lo ha bloccato. Le ragioni precise dello stop, al momento, sono ignote, almeno non sono a conoscenza dell’Ordine bolognese.

"È intervenuto il Garante della privacy perché qualcosa da modificare, ma non sappiamo ancora che cosa – dichiara Luigi Bagnoli, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna –. Lo avevamo già inserito sul nostro portale e alcuni medici stavano già rispondendo. Adesso lo abbiamo tolto. Attendiamo di capire che cosa fare, lo stop è arrivato da Roma". Relativamente alla situazione delle aggressioni ai medici negli ospedali del Bolognese, il presidente sottolinea "che non abbiamo notizia di grosse violenze, ma di un alto livello di intolleranza sia da parte dei pazienti che dei familiari, questo sì. Ma poi – sottolinea – basta andare in uno dei Pronto soccorso della città per vedere che ci sono le guardie giurate all’interno. Questo la dice lunga sul clima di tensione che c’è in queste strutture".

Il questionario era stato diffuso a livello nazionale dall’Osservatorio sulla sicurezza creato dal ministero della Salute con l’esortazione a compilarlo. Il questionario doveva essere compilato in forma anonima entro il prossimo 10 dicembre. Le risposte sarebbero poi state raccolte in un unico database dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici, che poi avrebbe trasmesso i dati all’Osservatorio del ministero. "Gli ultimi tragici eventi, che hanno scosso la comunità nazionale oltre che quella professionale – afferma Filippo Anelli, presidente della Fnomceo – inducono a ritenere che contenere, se non eliminare, dette situazioni di vulnerabilità dovrà investire tutti gli aspetti, anche logistici, in cui può concretizzarsi il rischio di un’aggressione e violenza". Da qui la decisione di diffondere il questionario agli operatori sanitari e socio-sanitari, per avere "dati confrontabili e omogenei" sul fenomeno delle aggressioni. Ma, al momento, è tutto rinviato.

Monica Raschi