Al Parco Talon l’agriturismo che accoglie tutti

Inaugurata la struttura gestita dalla coop sociale Copaps che impiega giovani svantaggiati.

Inclusivo e accessibile solo a piedi o in bicicletta. Battesimo dell’accoglienza ieri al parco Talon di Casalecchio, per il nuovo agriturismo Parco della Chiusa. Nove posti letto, un punto di ristoro, orti, campi di lavanda, apiario e ospitalità rurale nel cuore dei cento ettari di verde che si estendono tra il Reno e colle della Guardia, attraversati dal tracciato della via degli Dei. Un progetto portato a termine dalla cooperativa agricola sociale Copaps, capofila della società consortile La Chiusa, negli spazi della storica casa rurale di Santa Margherita, completamente ristrutturata e consolidata con un investimento che vale 800mila euro.

L’apertura vera e propria al pubblico arriverà fra un mese per alcuni ritardi nelle forniture e per il coinvolgimento dell’impresa edile faentina negli eventi calamitosi della Romagna. A illustrare l’esito del progetto che ha scontato le difficoltà e gli aumenti di prezzi seguiti alla pandemia, alla guerra e alle distorsioni di mercato del superbonus è stata Elisabetta Pallotti, neo presidente della cooperativa sociale Copaps, attiva da oltre quarant’anni dalla sede di Sasso, affiancata dallo storico presidente Lorenzo Sandri, che resta al vertice della della società La Chiusa che dal 2019 si è aggiudicata il bando per la gestione del verde urbano e della riqualificazione generale del Talon: "Questo agriturismo è il primo tassello di un progetto più ampio di riqualificazione del parco e dei suoi edifici che si avvale anche di risorse del Pnrr. Ma è soprattutto l’esito di una sfida che grazie alla fiducia che ci è stata accordata è arrivata a questo punto, con un ruolo che è andato sempre più rinforzandosi così che oggi tra parco e agriturismo impieghiamo circa 20 persone tra dipendenti svantaggiati e non", ha detto Sandri. Mentre Elisabetta Pallotti chiarisce che a Casalecchio Copaps porterà l’esperienza maturata nell’agriturismo Il Monte, a Sasso, uno dei primi in regione: "Qui c’è una sintesi dell’attività della nostra cooperativa che conta in totale 98 dipendenti di cui 28 fragili. Attività produttiva, attività ambientale e sociale. I ragazzi, ad esempio, faranno le tigelle e la pasta, oltre a curare il verde e a dare una mano con la pulizia del parco. Il Parco della Chiusa è un polmone verde da preservare. Qui si mangerà a km zero, valorizzando i prodotti del territorio. In agriturismo si arriverà solo in bici o a piedi. Per chi ha difficoltà motorie metteremo a disposizione il nostro pulmino elettrico".

Soddisfatti il sindaco Bosso e l’assessore Negroni, che ieri hanno partecipato al taglio del nastro: "Siamo fieri di questo traguardo raggiunto dal partenariato pubblico-privato per la gestione integrata del verde pubblico. Una conferma del percorso di qualità intrapreso dal Comune, che coniuga la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale".

Gabriele Mignardi