Aldina Balboni (foto Schicchi)
Aldina Balboni (foto Schicchi)

Bologna, 18 marzo 2016 - E’ morta, questa notte, Aldina Balboni, la fondatrice di Casa Santa Chiara. A lei, il 13 maggio del 2013, il sindaco di Bologna, Virginio Merola aveva consegnato il Nettuno d’oro (FOTO), l’onorificenza per i cittadini che hanno onorato, con la loro attività professionale e pubblica, la città di Bologna.

E ora che non c’è più una “delle donne della nostra città più impegnate nel volontariato e nel servizio agli altri” il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, chiede che Bologna ricordi “come merita” una “persona straordinaria che ha portato avanti tante opere, come Casa Santa Chiara, che meritano di essere sostenute nei prossimi anni”.

Ad Aldina Balboni va dedicata “quell’attenzione che lei ha sempre riservato ai più bisognosi”, dice Casini.

Aldina Balboni è nata a Bologna nel 1931, dove ha sempre vissuto e lavorato. Nel territorio bolognese, come riportava la motivazione per il Nettuno d’oro, “è molto conosciuta per la generosità e la caparbietà con cui, fin dal dopoguerra, ha saputo sostenere e dare aiuto concreto alle persone con difficoltà o disabilità”.

Dopo un’esperienza in Azione cattolica e, come responsabile, nel movimento giovanile delle Acli, periodo in cui viene a contatto con i problemi delle giovani lavoratrici, avvia nel 1959 a Bologna la comunità di Casa Santa Chiara, accogliendo e vivendo con ragazze che, dimesse da istituti assistenziali, non avevano una casa e cercavano lavoro.

Le sue qualità umane, la sua generosità e la dedizione per le persone piu’ bisognose di aiuto, “in particolare gli adolescenti ed i giovani con problemi di ordine psichico, hanno portato alla creazione di piccoli gruppi a dimensione familiare, alternativi agli istituti assistenziali, e hanno favorito la nascita, nel territorio, di una rete vasta e articolata di strutture di accoglienza in grado di fornire concreto sostegno a numerosi giovani con disabilità anche gravi e alle loro famiglie”.

Casa Santa Chiara apre il primo dei tanti gruppi famiglia per giovani con disabilità nel 1969. Oggi è una struttura articolata, una realtà senza scopo di lucro, per sostenere ed accogliere giovani ed adulti portatori di handicap, privi di sostegno familiare o comunque bisognosi: conta 13 gruppi famiglia, cinque centri di recupero semi-residenziali, una casa per ferie in Cadore e il Centro per il tempo libero “Il Ponte”. Casa Santa Chiara opera in collaborazione con l’Ausl, ma accoglie anche, autonomamente, “persone alle quali nessuno provvederebbe”, ricordava sempre il Comune.

E Aldina Balboni “ha dedicato l’impegno di una vita alle persone in condizioni di fragilità o disabilità; per esse ha realizzato, nello spirito cristiano del servizio e della condivisione, forme di intervento sociale innovative; ha avviato nuove risposte ai bisogni assistenziali, anticipando soluzioni oggi diffuse nel campo dell’assistenza sociale”.

Tanti volontari e operatori le devono la loro formazione. Con il conferimento del Nettuno d’oro l’amministrazione comunale le volle esprimere “profonda gratitudine per la sua opera di altissimo valore a favore della cittadinanza bolognese”.