Bologna, 21 marzo 2019 - Sono i primi in Italia: 11 docenti dell’Iis Aldini Valeriani sono stati formati dal 118 di Bologna per eseguire la rianimazione cardiopolmonare (foto) con i defibrillatori semiautomatici (Dae). Ma non solo perché la certificazione Blsd (Basic Life Support Defibrillation) che li abilita alle manovre è stata ottenuta utilizzando 5 caschetti per la realtà virtuale.

Molti primati per un solo corso che trova la sua ragion d’essere nel caso (poi concluso felicemente) del settembre 2018 quando uno studente di via Bassanelli ebbe un infarto in classe e venne salvato dalla sua professoressa Miriam Pistillo che sapeva cosa fare. Da lì è partito tutto e le Aldini Valeriani hanno bussato alla porta di chi le emergenze le gestisce ogni giorno: il 118. E, mentre l’istituto metteva a disposizione i suoi laboratori di realtà virtuale (unici su tutta la città), l’Ausl di Bologna ha inviato i suoi medici rianimatori.

Gli 11 prof sono stati formati in modo gratuito perché il corso è stato organizzato nell’ambito del Progetto Pronto Blu 118 dell’Ausl di Bologna, attivo da anni per diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e aumentare il numero di soccorritori volontari (i cosiddetti laici) in grado di intervenire in caso di arresto cardiaco.

Pronto Blu 118 Bologna, oltre a diffondere la cultura dalla rianimazione cardiopolmonare, investe molto sulla scuola atttraverso la formazione di docenti/istruttori e la promozione dell’app Dae RespondER, che fornisce la mappatura aggiornata dei defibrillatori presenti in città. Questa app è la prima in Italia ad essere integrata con la Centrale Operativa 118, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci.

Sono 1.343 i cittadini in provincia che si sono registrati nel primo anno dal lancio della app (740 solo a Bologna), 5.479 in Regione. Nella provincia sono 105 i cittadini che, allertati dall’app, si sono resi disponibili ad intervenire in casi di arresto cardiaco avvenuti in luoghi pubblici (324 in Regione). Nel 50% dei casi i volontari raggiungono effettivamente il luogo dell’evento. Nel 70% di questi, il loro arrivo precede quello dei mezzi di soccorso 118, e possono così anticipare le manovre rianimatorie a tutto vantaggio del paziente.

Su Pronto Blu 118 Bologna si è innestato, il progetto Virtual Reality Cpr, promosso da Italian Resuscitation Council e finanziato dalla Fondazione Del Monte, che ha l’obiettivo di addestrare gli operatori sanitari, i laici, i ragazzi e i docenti, utilizzando anche ambienti virtuali. Nei 5 caschetti per realtà virtuale messi a disposizione durante il corso Blsd, gli allievi vengono catapultati in tre diversi scenari virtuali di arresto cardiaco ambientati in città: in piazza Santo Stefano, all’interno dell’Ospedale Maggiore e in una scuola. Per muoversi correttamente e fare le cose giuste all’interno dello scenario virtuale, affiancati da un altrettanto virtuale soccorritore, gli allievi devono rispondere ad alcune domande, che ripercorrono i temi già affrontati nel corso di formazione.

La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco.