Bologna, 26 gennaio 2021 - "Ho sempre vissuto a Zola". Suona strano e cattura un sorriso, sentire Alessia Merz pronunciare questa frase. Perché per lei la vita è adesso e il passato... è passato. E tutte le avventure sotto i riflettori televisivi soprattutto – da Non è la Rai fino a Striscia la Notizia, passando per L’isola dei Famosi e alcune partecipazioni sul grande schermo – sono state. E anche molto belle. Ma da quando nel 2005 ha sposato il bolognese Fabio Bazzani, ex calciatore, poi allenatore, la ex showgirl e conduttrice televisiva classe 1974, ha praticamente "ricalcolato percorso". E lo zenit del suo sogno esistenziale è diventato proprio la sua vita in provincia, col marito e i due figli (Niccolò, nato nel...

Bologna, 26 gennaio 2021 - "Ho sempre vissuto a Zola". Suona strano e cattura un sorriso, sentire Alessia Merz pronunciare questa frase. Perché per lei la vita è adesso e il passato... è passato. E tutte le avventure sotto i riflettori televisivi soprattutto – da Non è la Rai fino a Striscia la Notizia, passando per L’isola dei Famosi e alcune partecipazioni sul grande schermo – sono state. E anche molto belle.

Ma da quando nel 2005 ha sposato il bolognese Fabio Bazzani, ex calciatore, poi allenatore, la ex showgirl e conduttrice televisiva classe 1974, ha praticamente "ricalcolato percorso". E lo zenit del suo sogno esistenziale è diventato proprio la sua vita in provincia, col marito e i due figli (Niccolò, nato nel 2006; e Martina arrivata nel 2008).

Alessia Merz, partita da Trento, approdata a Roma alla corte del circo mediatico, il suo ‘Mulino Bianco’ l’ha trovato alle porte di Bologna, in una casa in campagna, tante mansioni famigliari quotidiane, i compiti dei figli e poca nostalgia del jet set e delle destinazioni status symbol. Tanto che, una serata ideale, può essere facilmente una cena fuori alla trattoria vicino a casa, con gli amici di sempre.

La seconda, la terza, la quarta...? Quale vita è quella bolognese, per lei, signora Merz?
"Beh, la terza. Perché io sono trentina e fino ai 18 anni sono stata a Trento. Quindi in un ‘paesino’, una vita normalissima. Poi ho lavorato nel mondo della televisione tra Roma e Milano, dove mi chiamavano ‘la piccola Heidi’, perché ero arrivata dalle montagne. Quindi ora vivo la mia terza vita, da moglie, mamma e casalinga, perché adesso tutto il mio tempo è per la famiglia. Lavoravo meno quando lavoravo in televisione".

Poi chissà adesso, con la pandemia.
"Adesso ho sempre i miei figli a casa, come ogni altra famiglia, e i momenti di nervosismo non mancano".

In provincia si sta bene?
"Sì, sto benissimo. E comunque in confronto a Trento, anche qui che non è Bologna, c’è molta più apertura. Poi ho scelto questa vita, ho scelto di staccarmi lentamente dal mondo dello spettacolo quando ho sentito che era arrivata l’ora di metter su la cosiddetta famiglia del Mulino Bianco, che era il mio sogno, dopo tanti anni di lavoro. Zola l’ho scelta io, dopo aver visto varie case a Bologna, perché amo il verde e la tranquillità... mi è sempre un po’ sembrato di stare in villeggiatura. E poi, anche quando seguivo mio marito nei vari trasferimenti, abbiamo sempre scelto residenze in provincia e non in città".

E la movida?
"Quella la raggiungi quando vuoi, in macchina è un attimo. Se lo desideriamo in un attimo siamo in centro, passeggiamo sotto i portici, arriviamo alle Due Torri. Mi piace venire a vedere l’albero in piazza e le luminarie per Natale coi figli, o darmi appuntamento con le amiche al ristorante giapponese. Guardi, la movida frenetica non mi manca, 10 anni di lavoro-tour de force nello spettacolo, svegliandomi continuamente in posti diversi, mi hanno permesso di realizzare tanti sogni. Sono a posto, anche col presenzialismo. Ora preferisco andare a mangiare fuori nelle taverne qui vicino a casa dove posso chiacchierare con i proprietari che conosco, la cucina bolognese l’adoro. Prima era la vita di Alessia Merz, ora c’è quella di Alessia".

Lei parla perfettamente con la ‘c’ e la ‘z’ bolognesi.
"Ormai lo sono. Non mi ci vuole nulla a prendere su le inflessioni".

Il suo posto del cuore all’inizio della storia con suo marito bolognese?
"Andavamo in Braseria, quando c’era il vecchio proprietario Ivo, era bello fare le chiacchiere. Ma anche al Victoria Station, perché ci piaceva guardare le partite. Siamo proprio due cuori e una capanna, non ci interessano i posti ‘in’".