di Federico Gonzato "Vivrò la notte elettorale da solo, guarderò la Cnn e gli ultimi aggiornamenti su Twitter". Daniel Dennehy ha 24 anni ed è uno studente americano iscritto alla Johns Hopkins University. Felpa blu, un paio di grosse cuffie nere al collo, lo incontriamo fuori dalla sede di via Andreatta dell’università statunitense. Per lui è il primo anno all’ombra delle Due Torri, dove studia diritto internazionale. Questa notte, Daniel attenderà i risultati delle elezioni presidenziali americane, ultimo atto del confronto tra l’uscente Donald Trump e il democratico Joe Biden. Come racconta lo...

di Federico Gonzato

"Vivrò la notte elettorale da solo, guarderò la Cnn e gli ultimi aggiornamenti su Twitter". Daniel Dennehy ha 24 anni ed è uno studente americano iscritto alla Johns Hopkins University. Felpa blu, un paio di grosse cuffie nere al collo, lo incontriamo fuori dalla sede di via Andreatta dell’università statunitense. Per lui è il primo anno all’ombra delle Due Torri, dove studia diritto internazionale.

Questa notte, Daniel attenderà i risultati delle elezioni presidenziali americane, ultimo atto del confronto tra l’uscente Donald Trump e il democratico Joe Biden. Come racconta lo studente, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, la John Hopkins non potrà seguire tutto lo spoglio dei voti fino alla mattina di mercoledì 4 novembre come da tradizione, complici le misure di prevenzione del contagio.

Tuttavia, come fanno sapere dall’università, fino alle 22 gli studenti potranno seguire l’andamento delle votazioni in diretta. Domani poi la giornata sarà dedicata a dibattitti e incontri sul tema delle elezioni.

Insomma, la pandemia non ferma i ragazzi americani che vivranno le ore più concitate, in prossimità dei risultati, seguendo i social e le principali emittenti d’oltreoceano.

"Sento molto la tensione e per questo preferisco starmene da solo", confida Daniel sorridendo. Come lui, anche altri studenti dell’ateneo a stelle e strisce seguiranno dalle loro case gli sviluppi del voto americano. "Mi connetterò anche io alla Cnn, ma utilizzerò molto anche i social, quindi la bacheca di Twitter, Facebook e Instagram", dice Isabella Barcelona, 22 anni. Secondo la studentessa, sulle elezioni americane peserà moltissimo la cosiddetta ‘maggioranza silenziosa’. "C’è una fetta di popolazione della quale i sondaggi non sono mai riusciti a capire la tendenza politica", spiega la ragazza. Che aggiunge: "Il voto di queste persone sarà determinante".

Dal canto suo, Haley Frevert racconta di aver seguito tutta la campagna elettorale attraverso le dirette dei canali You tube delle principali emittenti americanie. E così farà anche durante la notte elettorale. Sul risultato di questa tornata, Haley è cauta: "I sondaggi dicono che Biden è in vantaggio, ma ricordiamoci cosa è successo nel 2016, quando tutti i pronostici furono ribaltati".

All’entrata della Johns Hopkins c’è anche Alessandra Bonissoni, bolognese doc iscritta anche lei all’università americana. Secondo la studentessa, la maggiore preoccupazione dei suoi compagni di studio è la possibilità che i risultati delle elezioni vengano contestati dall’una o dall’altra parte aumentando la tensione in un’America già sotto pressione.

Secondo Arletys Gomez, studentessa di affari internazionali, il risultato dipenderà molto dal voto popolare e non dai celebri ‘grandi elettori’. "Ho già votato" racconta David Horner, che ferquenta il corso di sviluppo internazionale, ma crede che i risultati delle presidenziali arriveranno molto tardi. Questo, anche a causa del voto via posta, al quale gli americani faranno grande ricorso per evitare assembramenti alle urne.