GABRIELE MIGNARDI
Cronaca

"Alluvione, non ci sono i soldi per i lavori"

La sindaca di Monte San Pietro: "Abbiamo oltre venti frane e la via Mongiorgio ancora chiusa. Finora abbiamo speso 160mila euro"

"Alluvione, non ci sono i soldi per i lavori"

"Alluvione, non ci sono i soldi per i lavori"

Otto persone ancora fuori casa, 26 frane di grandi dimensioni, la strada provinciale valle del Lavino a senso unico alternato, la via di Mongiorgio ancora chiusa, molte strade comunali danneggiate, una stima di due milioni e mezzo di danni al solo comparto pubblico, con il torrente Lavino ancora ingombro di alberi caduti. Lunedì sera alla Badia di Monte San Giovanni la giunta di Monte San Pietro con i suoi cittadini a poco più di un mese dall’ultima ondata di maltempo ha fatto il punto della situazione nel corso di un’assemblea cittadina molto partecipata. Con la sindaca Monica Cinti impegnata a ribadire l’eccezionalità degli eventi che in due ondate hanno messo in crisi una situazione idrogeologica già storicamente precaria.

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"Da quello che è successo dobbiamo trarre insegnamenti per modificare il nostro modo di operare, di progettare e di vivere. Si è verificato in maggio quello che le peggiori previsioni disegnavano per un futuro remoto. A seguito della seconda ondata dal 17 maggio abbiamo messo in campo tutte le energie possibili, compresa la neonata Protezione civile, ma ad un certo punto abbiamo chiesto ed ottenuto l’intervento dell’esercito e questo ci ha permesso di rispondere alle richieste di aiuto da parte di tante famiglie, fra esse 120 persone evacuate", ha detto la sindaca prima di passare al lato dolente delle risorse che non ci sono per iniziare a progettare e mettere in campo interventi urgenti, come previsto dall’inclusione nella zona rossa di tutto il territorio comunale.

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"Per la somma urgenza abbiamo fino ad ora messo a disposizione 160mila euro, io ero fra i 14 sindaci dell’Emilia Romagna che con l’Anci il 15 giugno sono stati ascoltati alla commissione ambiente della Camera. Purtroppo ad oggi siamo ancora in attesa dei decreti e delle risorse necessarie a fronteggiare una situazione che è ancora di emergenza", ha risposto ai cittadini che le hanno chiesto conto dei disagi indotti dalla chiusura di via Mongiorgio, il principale collegamento con la Valsamoggia, minata nella sua stabilità dal cedimento di un lungo fronte di massicciata con danni stimati in diverse centinaia migliaia di euro. "Stiamo definendo un intervento che entro la metà di luglio potrebbe consentire di riaprire una sola corsia, stretta, quindi a senso alternato e con limitazioni di portata. Ma se non arrivano i soldi non possiamo fare nulla", ha detto allargando il quadro alla via San Chierlo, Pradalbino, San Lorenzo, al guado di via Marche e via Monte San Giovanni.