Alluvione, nuovo scontro Regione-Fd’I. Priolo: "Senza fondi, esposto pronto"

La stilettata della vicepresidente: "Devono muoversi". La risposta: "Ben venga, è un’indagine contro Schlein"

Irene Priolo

Irene Priolo

Il governo deve sbrigarsi a stanziare i fondi per l’Emilia-Romagna colpita dell’alluvione. "Anche perché, se succede qualcosa, poi gli esposti li faccio io". Il messaggio, nemmeno tanto in codice anche se a metà tra una dichiarazione e una battuta, l’ha mandato Irene Priolo all’esecutivo Meloni, ieri a margine della commemorazione in Comune della professoressa Flavia Franzoni, moglie di Romano Prodi. La vicepresidente di Regione, anche assessora alla Protezione civile, sollecitata dai cronisti si è soffermata sull’affaire della nomina del commissario per la ricostruzione, che dovrebbe avvenire oggi in Consiglio dei ministri. In pole c’è il generale Francesco Paolo Figliuolo, peraltro in ottimi rapporti con il governatore Stefano Bonaccini. Ancora in lizza anche Guido Bertolaso, mentre paiono sfumate le ipotesi Nicola Dell’Acqua, Giuseppe Vadalà e Fabrizio Curcio

"Se lo nominano devono dargli delle risorse, altrimenti cosa fa? Il commissario senza portafoglio? Impegnativo", ha affermato la vice del governatore Stefano Bonaccini, che intanto sta già svolgendo l’incarico di commissario per l’emergenza. A lui "per ora è attribuito un pezzo di competenze specifiche", ha riepilogato Priolo, aggiungendo che se per la ricostruzione fosse nominato un altro commissario allora "sarebbe la prima volta che coesistono" due figure di questo tipo: insomma "abbiamo avuto due Papi, avremo anche due commissari". Intanto, comunque, una parte delle attività la deve gestire Bonaccini e "se contestualmente nominano un altro commissario – ha proseguito l’assessora regionale –, lo nomineranno per quanto riguarda i risarcimenti ai cittadini e alle imprese. Ma se non sono finiti gli interventi che dobbiamo fare noi la ricostruzione su cosa la fai?". Intanto per la Regione "la cosa importante è che adesso anche per l’emergenza dovrebbero fare un decreto pluriennale – ha ribadito Priolo –, altrimenti noi siamo sott’acqua in tutti i sensi". Sul territorio, ha continuato, ci sono poi "cantieri che veramente si stanno fermando, le aziende piccoline se non hanno copertura finanziaria vanno a lavorare in altri posti". Alla luce di tutto ciò, quindi, che il governo stia rimandando le decisioni "per noi è spiegabilissimo, dopodichè – ha concluso Priolo – si stanno assumendo delle responsabilità perché se succede qualcosa a settembre, poi gli esposti li faccio io".

La sortita della Priolo ha suscitato la quasi istantanea risposta da parte di Fratelli d’Italia, a dichiarare è Marta Evangelisti. "Apprendiamo che l’assessore minaccia esposti. Questo significa che finalmente la Regione smette di fare da scudo al Pd e alla sua segretaria Elly Schlein, già vicepresidente della Regione con delega al ‘coordinamento interassessorile delle politiche di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici e per la transizione ecologica’ – ha attaccato la consigliera regionale –. Va da sé che l’esposto sarebbe all’indirizzo di colei che, pur avendo tutti i poteri per tutelare i territori colpiti dall’alluvione, non è dato sapere cosa abbia fatto. E dunque ben venga l’iniziativa di Priolo che contribuirà a far luce sull’operato della Regione". Nel pomeriggio Irene Priolo ha chiosato sulla mini querelle. "Prendo come una battuta quella di Evangelisti, per il resto ripeto quello che ho detto in conferenza stampa giorni fa: nel momento in cui abbiamo segnalato un importo, con interventi urgenti da fare non garantirci una copertura è una responsabilità che si prende il governo". Infine Bonaccini dagli Stati Uniti: "Il ministro Musumeci aveva preso l’impegno a convocare ogni settimana me e i rappresentanti degli enti locali sulle misure post alluvione, al tavolo col Governo da lui coordinato. Fatto il primo incontro, non siamo mai più stati convocati. Non solo, io non ho nemmeno più ricevuto una telefonata. È una situazione paradossale".

Paolo Rosato