PAOLO ROSATO
Cronaca

Alluvione, tutti gli interventi chiesti a Bologna Anche ospedali e musei nella conta dei danni

Prima ricognizione inviata dalla Regione al governo. Dentro però c’è tutta la città: possibili verifiche sull’ammissibilità delle segnalazioni

Alluvione, tutti gli interventi chiesti a Bologna  Anche ospedali e musei nella conta dei danni

Alluvione, tutti gli interventi chiesti a Bologna Anche ospedali e musei nella conta dei danni

di Paolo Rosato

Nel lunghissimo documento c’è di tutto. C’è il museo medievale, dove "secondo il report del 17 maggio" è allagato "il piano interrato". Ci sono tantissime scuole di ogni ordine e grado, come le Aldini Valeriani di via Bassanelli, dove sono stati riscontrati "danni a elementi edilizi orizzontali e verticali derivanti da infiltrazioni varie in copertura". Oppure ci sono le Laura Bassi in via Sant’Isaia, dove in una segnalazione che comprende anche le Aldrovandi-Rubbiani (per 85mila 289 euro) si chiede di intervenire per "infiltrazioni di acque piovane provenienti dal tetto, che hanno danneggiato il solaio del corridoio del piano secondo". Infine ci sono gli ospedali cittadini, tra i quali spunta anche il Rizzoli, che chiede 330mila euro per "ripristini distacchi intonaco, tinteggiature, controsoffitti, sostituzioni impianti o parti di impianto danneggiati dagli allagamenti, infiltrazioni acqua o improvvise interruzioni di energia elettrica". E’ il famoso lungo elenco di interventi post-alluvione, di riparazione e ripristino, che la Regione Emilia-Romagna ha inviato nei giorni scorsi al governo Meloni, più nel dettaglio al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Una prima ricognizione dei fabbisogni delle zone alluvionate dopo gli ingenti danni subiti, la cui assenza in maniera così dettagliata aveva ritardato – secondo l’esecutivo – tutto il procedimento. Ora però quel documento c’è, e il Carlino Bologna ve lo illustra in anteprima, per quanto riguarda la parte che afferisce alle Due Torri.

Un aspetto singolare? Numerosi danni segnalati non rientrano nelle zone notoriamente colpite dalla calamità. Nel documento c’è tutta la città. C’è via Saffi con il Ravone certo, ma ci sono infiltrazioni e allagamenti di qualsiasi tipo. Non è escluso che il governo, in seconda battuta, possa chiedere l’invio di report puntuali per escludere che i danni segnalati siano derivanti da ammaloramenti antecedenti all’alluvione di maggio. Nel mentre, però, è interessante analizzare l’ampio arco dei fabbisogni. Il totale richiesto arriva a circa 1,9 miliardi di euro, come già dichiarato dalla vicepresidente della Regione, Irene Priolo. Il report divide le voci tra interventi, assistenza alla popolazione, corsi d’acqua, collegamenti.

Dicevamo di via Saffi, per esempio per il Ravone vengono chiesti 50mila euro "per interventi su impianti di pubblica illuminazione e semaforici", sono state coinvolte secondo il report tra le altre via di Roncrio, via di Casaglia, via di Barbiano, via Cavaioni, Villa Spada. Per il corso d’acqua, causa frana bisogna intervenire al civico 25 in via Ravone con 150mila euro. Poi ci sono i danni agli edifici comunali, per i quali si stimano 154mila 350 euro. Si va da scuole come le Guinizzelli e il Minghetti e nidi come Aquilone e Alpi al mercato Laura Bassi, la Biblioteca di via Gorki, la Cabral in San Mamolo, la Cineteca in via dell’Industria, la Polizia Locale sempre in via dell’Industria, il museo dell’istituto Parri in via Sant’Isaia, alloggi Erp. Detto del Rizzoli, tra gli ospedali c’è il Sant’Orsola in via Albertoni, vengono chiesti 37mila euro per "ripristiniinfiltrazione d’acqua - vari padiglioni e aree esterne". Hera invece, a Bologna e anche in altre province, chiede interventi di somma urgenza per "attività di ripristino provvisorio in pronto intervento per reti e impianti del servizio idrico integrato", stima sotto le Torri di circa 400mila euro. Per i collegamenti delle strade ci sono milioni di euro di interventi per il recupero post-frane, mentre anche Autostrade e nel conteggio con "danni alle barriere di sicurezza e alla pavimentazione". Bisognerà infine capire quando e se sarà formalmente allargata la ’zona rossa’ per rendere ammissibili gli interventi di somma urgenza su Bologna. Palazzo d’Accursio aveva già chiesto di allargarla anche alle zone Colli, Corticella e Saffi.