Omicidio Bologna, Amato resta in carcere, la Cassazione: “Lucido, cinico e spregiudicato”

Il medico è accusato del delitto della moglie e della suocera. I suoi legali avevano chiesto i domiciliari, ma il ricorso è stato respinto

Bologna, 12 giugno 2024 – Giampaolo Amato resta in carcere perché “le esigenze cautelari sono fondate su molteplici elementi, fra cui il movente economico, la gravità dei fatti, la reiterazione dei delitti e la personalità dell’autore».

Giampaolo Amato in tribunale: il medico accusato del delitto della moglie e della suocera resterà in carcere. Le motivazioni della Cassazione: "Spregiudicato e cinico"
Giampaolo Amato in tribunale: il medico accusato del delitto della moglie e della suocera resterà in carcere. Le motivazioni della Cassazione: "Spregiudicato e cinico"

Così la Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi ha depositato la motivazione della sentenza con cui ha respinto il ricorso dei difensori di Amato, 64 anni, oculista ed ex medico della Virtus, in carcere dal 24 aprile 2023 per l'omicidio della moglie Isabella Linsalata e della suocera Giulia Tateo e attualmente imputato davanti alla Corte di assise per i entrambi i delitti.

Gli avvocati Gianluigi Lebro e Cesarina Mitaritonna, legali di Amato, avevano fatto ricorso contro l'ordinanza di custodia in carcere emessa il 28 ottobre dal gip anche per l’omicidio della suocera, sostenendo che vi era assenza di motivazione da parte del giudice sulla sussistenza di esigenze cautelari e sottolineando come fossero stati trascurati elementi di indagine da cui emergeva l'assenza di violenza psicologica o fisica di Amato nei confronti dell'ex amante e dunque non ci sarebbe stato un rischio di reiterazione.

Ma la Suprema Corte ha bocciato questa tesi e ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari perché, “a prescindere dal movente sentimentale, su molteplici elementi, tra cui il movente economico, la gravità dei fatti, la reiterazione dei delitti, la personalità dell'autore dei medesimi alla luce dell'estrema e lucida capacità organizzativa di efferati delitti e la sua cinica e spregiudicata capacità criminale, non altrimenti contenibili se non con la massima misura cautelare, come esplicitamente evidenziato dal provvedimento impugnato”.

Dunque Amato resta in carcere. Secondo la Procura, Amato avrebbe ucciso moglie e suocera, avvelenandole con un mix di farmaci, per incassare l’eredità e per poter vivere liberamente la relazione extraconiugale che portava avanti da tempo. Nella prossima udienza del processo, il 18 giugno, è previsto l'esame dell'imputato.