Bologna, 15 febbraio 2017–L’attacco all’ufficio postale di via dell’Artigiano rivendicato su Informa-Azione, le scritte a firma Fai comparse nottetempo in via Saragozza. Dopo qualche settimana di silenzio, segnali anarchici sono ricomparsi sui muri cittadini. Le due scritte, apparse l’altra notte su due facciate dello stesso palazzo al civico 12 di via Saragozza, sono a sostegno degli arrestati dell’operazione ‘Scripta manent’ della polizia di Torino a settembre scorso. In vernice blu, una recita ‘Chi semina radiazioni raccoglie piombo - Fai/Ccf’, un probabile riferimento all’attentato di Roberto Adinolfi, ad dell’Ansaldo Nucleare di Genova, gambizzato nel 2012. La firma è della Federazione Anarchica Informale e della Cospirazione delle cellule di fuoco. Ossia, lo stesso gruppo di riferimento di Cedric René Michel Tatoueix, l’anarchico trentaseienne francese arrestato per l’attentato alla stazione dei carabinieri di Corticella del 27 novembre scorso, quando esplose un ordigno piazzato fuori dalla porta blindata della caserma. L’altra scritta, invece, è in latino: ‘Verba manent, ignis ardens’, ossia le parole restano, il fuoco arde. Due segnali già registrati dalla Digos. Atti dimostrativi minori, ma che manifestano come l’ambiente anarchico bolognese non sia assolutamente intenzionato a mettersi a riposo. Come l’attacco all’ufficio postale di via dell’Artigiano, che sarebbe avvenuto il 27 gennaio scorso, e che sabato è stato rivendicato sul sito d’area Informa-Azione. «In serata assaltate poste a colpi di mazza. Cassonetti in fiamme in mezzo alla vicina via Beroaldo. Lasciata scritta contro Cie e deportazioni», scrivono sul sito, spiegando che la notizia pubblicata arriva da una mail anonima. Non è certo la prima volta che le poste vengono danneggiate in città: la società è finita nel mirino degli anarchici per via della Mistral Air, la compagnia aerea di proprietà, che si occupa anche di eseguire rimpatri per conto del ministero dell’Interno. A Bologna diversi episodi analoghi sono stati registrati lo scorso anno e, a giugno 2016, di fronte alla filiale di via Di Saliceto, al Navile, fu ritrovato un ordigno artigianale molto simile a quello esploso davanti alla caserma dei carabinieri. Una tanica piena di sostanza infiammabile, con alcuni fili elettrici, ma priva di innesco. Una prova generale, in vista dell’attentato ai militari dell’Arma.