Il luogotenente Nicola Patti, la signora Luciana e una carabiniera del Navile
Il luogotenente Nicola Patti, la signora Luciana e una carabiniera del Navile

Bologna, 13 novembre 2019 - «Due figli. Si sono comportati come fossero figli miei. I carabinieri sono tutti bravi, ma questi due ragazzi sono due angeli». La vita della signora Luciana negli ultimi anni è stata buia e spezzata da lutti e dolore: 86 anni, vedova, ha perso una figlia per una grave malattia. Fino a due settimane fa era rimasta sola ad affrontare le faccende e le difficoltà di ogni giorno. Finché un inconveniente, il furto del portafogli con soldi e documenti sul bus, non l’ha spinta ad andare alla caserma Navile dei carabinieri, guidata dal luogotenente in carica speciale Nicola Patti, a sporgere denuncia.

E qui ha ritrovato l’aiuto e il calore di una famiglia. Perché i militari non si sono limitati a raccogliere la segnalazione di smarrimento. Hanno praticamente adottato la pensionata, sostenendola nelle pratiche per riottenere i documenti, necessari per prendere la pensione, e anche con la spesa, perché la signora era rimasta senza soldi. «Il comandante mi ha visto che piangevo e ha detto ai suoi carabinieri: ‘Adesso andate con la signora e aiutatela in tutto quello che deve fare’. E loro così hanno fatto. Ma con un affetto, un’attenzione che neppure due figli», racconta Luciana, che si commuove parlando dei due militari e del comandante Patti.

Lo smarrimento del portafogli è stato denunciato il 31 ottobre scorso: «Quando ho raccontato ai carabinieri che non potevo prendere la pensione perché non avevo più la carta d’identità – ricostruisce la nonnina –, mi hanno accompagnato alle Poste, per parlare con gli impiegati. Ma serviva il duplicato dei documenti: i carabinieri, dato che non avevo potuto prendere la pensione, mi hanno accompagnato al supermercato e mi hanno fatto la spesa, perché poi c’era il ponte dei Morti e rischiavo di rimanere senza niente in casa. Poi, nei giorni successivi, si sono adoperati per farmi avere il duplicato dei documenti, mi hanno accompagnato all’anagrafe a rifare la cartà d’identità e di nuovo alle Poste, dove ho potuto prendere la pensione. Io non pensavo esistesse gente così buona. Io non so come ringraziare questi bravi, bravi ragazzi».

Il luogotenente Patti ieri è tornato di nuovo a trovare la signora Luciana: «Abbiamo segnalato la situazione della signora ai servizi sociali – spiega –. Quando l’ho vista in caserma, sola e spaventata, è stato per me del tutto naturale mettermi a disposizione e fare il possibile per aiutarla. I miei uomini sono stati bravi».