Un'anziana con la badante (foto d'archivio)
Un'anziana con la badante (foto d'archivio)

Bologna, 17 luglio 2019 - È stato riesumato ieri di buon mattino il corpo di M., l’anziana di 86 anni morta poco più di un mese fa, in centro, per quelle che all’epoca furono definite dai sanitari «cause naturali» e che invece ora potrebbero apparire sotto un’altra luce, dopo che la badante della signora, una donna moldava di 59 anni, è stata indagata per omicidio colposo, oltre che per circonvenzione di incapaci

E della badante si erano perse completamente le tracce dopo che, una settimana prima del decesso dell’anziana, ne era diventata sua erede universale, acquisendo persino la quota che per legge spettava al marito della 86enne, deceduto pure lui pochi giorni dopo la moglie, il 29 giugno scorso.

E la badante fino all’altro giorno è rimasta irreperibile, ma ora uno spiraglio si apre per i carabinieri che stanno indagando sulla vicenda. I militari infatti hanno interrogato un’altra badante, amica della 59enne e che in alcune occasioni l’avrebbe sostituita nell’assistenza ai due anziani mentre la prima era in ferie o si doveva assentare: questa ha mandato un sms alla 59enne, che le avrebbe confermato di trovarsi in Moldavia e l’avrebbe rassicurata: "Rientro tra un paio di giorni". La badante aveva lasciato l’Italia proprio il giorno del decesso dell’anziana, per poi farvi rientro due giorni dopo; dopo il funerale dell’anziana però, avvenuto il 20 giugno scorso in Certosa, di lei si era persa ogni traccia ed era risultata irreperibile. L’indagata è difesa d’ufficio dall’avvocato Peppino Brugnano

Nel frattempo, sulla salma della 86enne sono stati effettuati ieri mattina tutti gli esami del caso, mentre nel pomeriggio è stata eseguita l’autopsia. Ci vorrà qualche tempo però prima di sapere se la donna sia morta per cause diverse rispetto a quelle naturali. Il consulente tecnico incaricato dal pm Tommaso Pierini, Guido Pelletti, deve accertare la morte della signora M., verificare l’esistenza di segni o altre lesioni pregresse anche recenti, effettuare prelievi ditessuti e liquidi biologici per individuare l’eventuale assunzione di sostanze farmacologiche e raccogliere ogni elemento utile ai fini di giustizia. Gli accertamenti autoptici si sono tenuti al Sant’Orsola. Gli esiti dovranno essere depositati entro tre mesi.