L’inchiesta è stata affidata ai carabinieri, ora il caso rischia l’archiviazione
L’inchiesta è stata affidata ai carabinieri, ora il caso rischia l’archiviazione

Per la Procura, la morte di Maria Luisa Recchioni, 86 anni, fu di origini naturali e nesrsuna responsabilità sarebbe da attribuire alla badante che l’aveva in cura. Parte opposta, la famiglia invoca nuove indagini. Resta il giallo nel decesso della pensionata di Bologna, tra il 12 e 13 giugno 2019, le cui cause (da referto, "naturali") attendono la verità. Nei guai, omicidio colposo e circonvenzione di incapaci, finì la badante moldava di 59 anni. Lei, che doveva vigilare sull’anziana, però la notte della morte era lontana da Bologna e si era fatta sostituire; e una settimana prima diventò erede universale. Dopo la riesumazione e l’indagine dell’Arma, il pm Tommaso Pierini ora chiede l’archiviazione per "mancanza di riscontri". "Nessuna lesione traumatica", nessuna ipotesi di "somministrazione di farmaci" sospetti. Le dichiarazioni di notaio e testimoni presenti al testamento, poi, avrebbero dato conto "della lucidità della signora". Richiesta di archiviazione impugnata dall’avvocato Gabriele Bordoni che chiede "ulteriori accertamenti". Tante le anomalie: dalla "prenotazione del viaggio dell’indagata in Moldavia, con partenza il 12 e rientro il 26 giugno, anticipato al 14". Poi il quadro psichico della signora al momento della disposizione, descritto come deficitario da tutti quelli che la frequentavano, ma non dal notaio che "avrebbe dovuto richiedere preventivamente un certificato psico-fisico".

n.b.