'Atlantide' manifesta in piazza Maggiore dopo lo sgombero (Schicchi)
'Atlantide' manifesta in piazza Maggiore dopo lo sgombero (Schicchi)

Bologna, 9 ottobre 2015 - E' scattato all'alba di questa mattina lo sgombero di 'Atlantide' (leggi la storia) il centro sociale Lgbt con sede al Cassero di Porta Santo Stefano (FOTO)

Un cordone di poliziotti e di carabinieri, schierato davanti all'edificio, ha supportato l'intervento dei vigili urbani che hanno eseguito le operazioni di allontanamento del collettivo dagli spazi del Cassero. Al loro arrivo, i vigili sono stati accolti con bicchieri pieni di liquido rosa e preservativi.

Sarebbero nove le attiviste che si trovavano all'interno della struttura al momento del blitz: le donne si sono fatte portare fuori di peso dalla Municipale, mentre all'esterno si era radunato un presidio con una cinquantina di attivistiLo sgombero si è svolto senza incidenti e si è concluso con la polizia intenta a murare la porta del Cassero. Il collettivo 'Atlantide', invece, è subito partito in corteo, diretto sotto le Due Torri. Per le 12 di oggi gli attivisti hanno convocato una conferenza stampa.

Lo sgombero era stato annunciato qualche giorno fa, ma non era ancora divenuto operativo fino all'alba di stamattina. Martedì un centinaio di persone aveva dato vita a un presidio di fronte al Atlantide, davanti al circolo anarchico 'Berneri' (FOTO). Proprio le polemiche legate alla vicenda 'Atlantide' sono alla base della decisione, da parte del sindaco, di licenziare l'assessore alla Cultura, Alberto Ronchi, che aveva curato le trattative sugli spazi con il collettivo.

Lo stesso ex assessore è arrivato sotto le Due Torri dove è presente il presidio: qui sono stati portati gli striscioni esposti in bella vista ai passanti; drappi rosa sono stati issati sul portico dell'Asinelli. A fianco del collettivo si sono schierati gli attivisti della campagna Liberta' di dimora, ma non solo. 

Il consigliere comunale Mirco Pieralisi, presidente della commissione Cultura di Palazzo D'Accursio, scrive su Facebook: "Forti con i deboli. Vergognatevi tutti. Atlantide non scompare, Atlantide non è una leggenda, ma pratica condivisa ed inclusiva. Svuotare il luogo di Atlantide non servirà a compensare il vuoto che piccoli uomini di un potere inutile hanno dentro". Lapidario il presidente del Cassero Arcigay, Vincenzo Branà: "Bologna si vergogna".

"Questa amministrazione dialoga con tutti", è stato il primo commento di Virginio Merola. Il sindaco ha definito lo sgombero d'oggi un "esempio": "Tutto è permesso e necessario, ma non tutto costruisce comunità civile; questa regola serve per dire che ci sono delle regole civili che tutti devono rispettare".

"Si chiude un ciclo ventennale che ha creato danni alla legalità e all'ordine pubblico", è il commento di Ilaria Giorgetti, presidente del Quartiere Santo Stefano. Parlando alla 'Dire', Giorgetti fa sapere che "anche stanotte ho ricevuto telefonate di residenti che si lamentavano per il baccano insopportabile. Ringrazio le Forze dell'ordine per aver chiuso la faccenda una volta per tutte".

La risposta di 'Atlantide'. Lo sgombero "è una ferita per migliaia di persone, una cosa gravissima a cui cercheremo di rimediare". A parlare è Diana, esponente del collettivo Lgbt, nella conferenza stampa convocata davanti a Palazzo D'Accursio. Un'altra attivista di Atlantide, Beatrice, fa sapere che "ogni interlocuzione con il Comune va in fumo, anche per quanto riguarda la possibile nuova sistemazione in via Del Porto, perché dopo uno sgombero non ci può essere dialogo". Per il momento, quindi, Atlantide resta senza casa, ma si sta già organizzando per mobilitarsi contro il Comune: domani alle 15 "ci sarà un corteo che partirà da Porta Santo Stefano", mentre per ora è esclusa una possibile occupazione di un nuovo spazio, perché "dovremo decidere insieme tempi e modi della mobilitazione, quindi tutto è possibile, ma non nell'immediato".