NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Bologna, attentato anarchico ai ripetitori. Usati stracci imbevuti di benzina

Compromessa la ricezione di alcuni canali di emittenti locali

I ripetitori finiti nel mirino

I ripetitori finiti nel mirino

Bologna, 17 dicembre 2018 - Puntavano probabilmente a oscurare la Rai, ma hanno sbagliato ripetitore. L’attentato incendiario, di matrice anarchica, è stato messo a segno l’altra notte, in via Santa Liberata, a Monte Donato.

Ed è stato rivendicato subito, con una scritta in vernice rossa, vergata sul muro di una delle strutture dell’impianto: ‘Spegnere le antenne, risvegliare le coscienze, solidali con gli anarchici detenuti e sorvegliati’. Chi ha appiccato i roghi, che hanno compromesso, in alcune zone della città, la ricezione dei canali di alcune emittenti locali, è salito sul tetto delle strutture e, dall’alto, ha buttato della benzina, dandole poi fuoco. Tre i punti di innesco trovati: uno sulla struttura principale dell’impianto, che ha danneggiato dei cavi di trasmissione, con la guaina di gomma che si è sciolta; uno che ha bruciato la parete esterna di struttura più piccola, che contiene apparati su cui si appoggiano i canali radio delle forze dell’ordine; il terzo, che non si è acceso, alla centralina elettrica, dove è stato ritrovato uno straccio rosso imbevuto di benzina. Poco distante, è stata rinvenuta anche la tanica da 5 litri utilizzata per trasportare il combustibile. L’allarme è scattato ieri mattina intorno alle 11: a occuparsi delle indagini, coordinati dal pm Antonello Gustapane, sono i carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale, con gli uomini di Nucleo investigativo, Nucleo informativo e Scientifica intervenuti ieri mattina sul posto. L’inchiesta, che verrà aperta nelle prossime ore contro ignoti, dovrebbe essere per danneggiamento a seguito di incendio.

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«Devono essere venuti ad appicare il fuoco poco dopo la mezzanotte. Ero a casa a vedere la televisione e diversi canali, a un certo punto, si sono oscurati». Claudio Bergamaschi, antennista da quarantun’anni, ieri intorno all’ora di pranzo è salito a Monte Donato, a dare un’occhiata - esperta - e capire cosa fosse successo. «All’inizio ho pensato a un black-out – dice –. Ero incuriosito e sono venuto a vedere». E, nel sito di via Santa Liberata, che alimenta tre antenne (quella della Rai, più grande, è a qualche decina di metri di distanza) ha trovato i carabinieri, assieme ai tecnici dell’impianto, impegnati nel ripristino delle trasmissioni.

«Il problema serio – ha spiegato Paolo Ugolini, responsabile tecnico del sito – è che il fuoco ha danneggiato il tetto della struttura. E se verrà a nevicare, come è previsto, i locali, dove si trovano ripetitori e centraline elettriche, potrebbero riempirsi d’acqua, con il rischio concreto di cortocircuiti». Il sito è protetto da un impianto di videosorveglianza. Tuttavia, pare che le immagini registrate non siano utili ai fini dell’indagine. L’attentato arriva ad appena una settimana dalla bomba piazzata fuori dalla sede di Forza Nuova in via Biancolelli, anche quello a firma anarchica.