"Attraverso il teatro si affronta la vita" Così il pedagogista rivoluzionò la didattica

La direttrice svela i segreti del professore cremonese "Oggi viviamo ritmi frenetici. Impariamo a riflettere di più".

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare Cira Santoro, direttrice del teatro Laura Betti che ha ospitato la proiezione di un film su Mario Lodi. Ci ha raccontato di come Lodi rivoluzionò la scuola, utilizzando la natura, il teatro, la scrittura e le arti in generale. Lodi infatti aveva capito che la chiave per un completo apprendimento era ascoltare gli alunni e metterli in condizione esprimersi, in modo che sviluppassero un animo critico. Il suo scopo era di formare ragazzi preparati ad affrontare la vita e con conoscenze in tutti i campi, in modo da avere più possibilità di scegliere ciò che avrebbero voluto fare per il futuro. Utilizzava moltissimo il teatro; affermava, infatti, che esso doveva essere al centro dell’esperienza dei bambini, in modo che imparassero a essere empatici e a riconoscere le proprie emozioni, immedesimandosi nei personaggi. Secondo lui era anche molto utile per imparare a relazionarsi con le altre persone e soprattutto con lo spazio, in quanto entrambi sono due elementi fondamentali nel teatro. Secondo la direttrice Santoro, il modo di fare scuola di oggi è profondamente influenzato dai suoi metodi di insegnamento, ma con tempi di apprendimento più veloci. Ai tempi di Lodi c’era lo stesso insegnante per tutte le materie e si passava anche una giornata sullo stesso argomento; invece oggi, ci sono tanti professori che si alternano durante la mattinata scolastica. Questa è solo una delle tante dimostrazioni del fatto che sia gli studenti che gli adulti, vivono delle realtà con ritmi frenetici e stressanti senza possibilità di prendersi momenti riflessivi come invece sosteneva Lodi.