Matteo Lepore, assessore alla Cultura e possibile candidato del centrosinistra
Matteo Lepore, assessore alla Cultura e possibile candidato del centrosinistra
Si ritorna sempre lì, al tema che a volte in modo fragoroso, e più spesso sotto traccia, ha caratterizzato la politica bolognese, e del centrosinistra in particolare, degli ultimi dieci anni: il rapporto tra politica ed economia, l’indipendenza – cercata, invocata, reclamata – della prima dalla seconda. E, per entrare nello specifico, le regole di ingaggio che governano il rapporto tra il Pd e il mondo cooperativo. La questione, esplosa nel 2014-2015 con il caso della ‘Colata di Idice’, è tornata a bussare anche nel congresso provinciale del Pd del 2017...

Si ritorna sempre lì, al tema che a volte in modo fragoroso, e più spesso sotto traccia, ha caratterizzato la politica bolognese, e del centrosinistra in particolare, degli ultimi dieci anni: il rapporto tra politica ed economia, l’indipendenza – cercata, invocata, reclamata – della prima dalla seconda. E, per entrare nello specifico, le regole di ingaggio che governano il rapporto tra il Pd e il mondo cooperativo. La questione, esplosa nel 2014-2015 con il caso della ‘Colata di Idice’, è tornata a bussare anche nel congresso provinciale del Pd del 2017 che Critelli si aggiudicò dopo un’aspra battaglia contro Rizzo Nervo ed è nuovamente emerso nel corso dell’ultimo anno nella ricerca del candidato Pd.

Troppo vicino al mondo cooperativo, secondo il giudizio di molti dem, sarebbe Lepore, che di Legacoop è stato dirigente e che ora rivendica, con legittimo orgoglio, di essersi licenziato dieci anni fa prima di diventare assessore in Comune, una scelta coraggiosa che gli va riconosicuta. Ma che non è bastata a metterlo al riparo dagli attacchi di quanti (anche se dopo le idee in merito sono cambiate), proprio in un’eccessiva vicinanza al mondo cooperativo, vedevano un punto di debolezza così grande da precludergli la candidatura a sindaco. All’opposto, invece, la Conti. Che proprio con le coop ha ingaggiato la battaglia che ne ha definito la carriera politcia, cioè lo stop alla ‘Colata di Idice’, e che Renzi sbaniera come motivo di merito e certificazione a quanti ancora non conoscano la sindaca di San Lazzaro e la sua lotta sull’urbanistica.

Un tema su cui la prima cittadina di San Lazzaro è tornata anche ieri dai microfoni di Radio 1: "Le mie scelte contro il consumo di suolo mi hanno comportato quattro milioni di euro di richieste danni personali. Ho già fatto scelte molto faticose nella mia vita per il bene comune – ha detto –. È una vicenda che mi ha molto ferito perché la volontà di costruire era stata esplicitata anche da gran parte dei dirigenti del mio allora partito".

Se la suggestione di questi giorni – cioè la Conti candidata alle primarie di coalizione del centrosinistra proprio contro Lepore – diventasse realtà, allora il tema ritornebbe più che prepotentemente al centro della battaglia per la successione di Merola a Palazzo d’Accursio. Un tema delicatissimo e che potrebbe monopolizzare il dibattito delle primarie. Nonché ridefinire i rapporti economici e di potere a seconda dell’esito della competizione. Resterebbe da capire il posizionamento dell’altro nome in campo, l’assessore alla Sicurezza Alberto Aitini, che però ha più volte pungolato il collega di giunta su questo tema. E poi c’è sempre l’opposizione, che non si farà sfuggire l’occasione di riprendere nella sua campagna elettorale il tema del rapporto tra politica ed economia sotto le Due Torri.

a. z.