I ragazzini sfrutterebbero auto rimaste aperte oppure gli account dei genitori
I ragazzini sfrutterebbero auto rimaste aperte oppure gli account dei genitori

Bologna, 14 luglio 2020 - La tecnica è piuttosto semplice: attendere che qualche automobilista distratto lasci l’auto di car sharing aperta, dopo averla utilizzata. Poi, con un balzo, salire a bordo e sfrecciare via. Con il pagamento a carico del distratto malcapitato. E pazienza se non si ha la patente e, anzi, nemmeno la maggiore età. L’importante è correre per le vie del quartiere e sentirsi già grandi. È questo l’ultimo, illegale e pericoloso divertimento di alcuni ragazzi minorenni avvistati in zona San Donato e dintorni. Potrebbe essere la bravata di un paio di adolescenti, oppure un gioco molto più diffuso e preoccupante: è quest’ultima l’ipotesi che fa tremare "gli adulti", che così si sono mobilitati per cercare di intercettarlo e contenerlo prima che sia troppo tardi.


Nel quartiere infatti da un paio di mesi a questa parte sono iniziate ad arrivare segnalazioni ai carabinieri – in primis alla stazione Navile, che ha competenza su quella fetta di territorio – su questa pratica sempre più diffusa. A inviarle alle forze dell’ordine, il Servizio educativo e scolastico territoriale e il Servizio tutela minori. Nessuna denuncia è però mai stata sporta, neppure dalle società che erogano il servizio di car sharing in questione, pure contattate in tutti i casi in cui sono stati adocchiati minori al volante (uno solo però è quello accertato, con una giovanissima identificata). Denunce mancate anche perché, stando a quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, non sempre i ragazzi ’scroccano’ il giro a chi ha utilizzato il veicolo prima di loro; talvolta lo addebitano regolarmente all’account registrato con la carta di credito e le credenziali di mamma. E lei, con tutta probabilità ignara, paga.

In ogni caso, dopo quelle del 20 maggio e del 19 giugno appena passati, una nuova segnalazione è stata inviata la settimana scorsa ai militari dell’Arma dalla responsabile del Servizio educativo, Paola Aloisi. La quale punta il dito contro "una situazione preoccupante", legata a questi "episodi di minori alla guida di automobili". Soltanto una di questi incauti minorenni, una ragazzina già seguita dai servizi sociali, è stata identificata, il mese scorso. Come si era appropriata dell’automobile? Un gioco, appunto, da ragazzi: aveva approfittato del fatto che, dopo averla parcheggiata a poca distanza da casa sua, chi l’aveva utilizzata prima di lei non si era accorto di non averla chiusa bene.


Dinamica questa poi effettivamente confermata dall’addetto della ditta di car sharing convocato sul posto. Così, la ragazzina era salita ed era andata a fare un giro, sfruttando anche la comodità del cambio automatico della vettura; ma la polizia locale l’aveva notata e fermata. Oltre a lei però sarebbero almeno altri due i giovanissimi avvistati al volante di un’automobile di quelle messe a disposizione dei cittadini per il servizio di condivisione. Una bravata pericolosissima e ora la paura è che non sia limitata a un paio di adolescenti spericolati, ma che coinvolga un gruppo ben più ampio di ragazzini che fre quentano il quartiere. Siccome nessuna denuncia è stata però per il momento presentata, come detto, nessuna indagine è formalmente aperta dalle forze dell’ordine sulla questione. Un appello è stato però diramato a tutte le centrali della città sia dei carabinieri sia della polizia, assieme all’invito a Servizi sociali e cittadini di contattare e segnalare immediatamente le situazioni sospette, in modo da permettere alle forze dell’ordine di intercettare al più presto il veicolo con il minore alla guida, e potere quindi intervenire e identificare sul posto i ragazzini coinvolti, anche per scongiurare altri episodi simili da parte degli stessi oppure di altri coetanei, spinti dallo spirito di emulazione per una bravata che potrebbe finire in tragedia.