Bologna, 13 settembre 2018 - Ha rubato a una coppia di pensionati, in più riprese, i ricordi di una vita. Ricordi preziosi: un bottino da circa 60mila euro di gioielli. Per la Procura, però, che ha chiesto l’archiviazione, il fatto è di tenue entità. "Nella richiesta di archiviazione mancava soltanto che il pm ci chiedesse di mandare alla ladra un mazzo di fiori e tante scuse", racconta sconsolato Renato Tosi, 80 anni, derubato, assieme alla moglie Valentina, dalla badante, una quarantenne bolognese, tra l’altro rea confessa. I fatti risalgono al periodo compreso tra settembre e dicembre dello scorso anno.

Racconta Tosi: "La ragazza lavorava da noi da tempo, mia moglie si fidava ed era anche affezionata. Non ci siamo accorti subito dei furti. Ma il giorno di Natale dovevamo andare a pranzo e mia moglie è andata a prendere, dove li custodivamo, i gioielli. E ha trovato tutti gli astucci vuoti. Solo la badante sapeva dove tenevamo l’oro. E allora abbiamo capito". La donna era in ferie. «Quando è tornata – continua Tosi –, a casa con noi ha trovato ad aspettarla anche l’avvocato Galeazzo Bignami, che ci ha assistito in questa vicenda. Lei prima ha negato. Poi, messa alle strette, ha confessato tutto, sia a noi che ai carabinieri, indicandoci anche due dei compro oro a cui aveva rivenduto i gioielli".

La denuncia è stata sporta ai militari della stazione Navile, che hanno avviato le indagini e ricostruito come solo una parte dei gioielli venduti, regali di una vita, eredità e anche monete e medaglie d’oro, abbiano fruttato alla donna ben 22mila euro. "Ovviamente la cifra è solo relativa all’oro e il valore è di molto inferiore a quello effettivo. Tre gioielli erano realizzati a mano dagli orafi Monterumici e stimati, solo loro, 24mila euro". Soltanto un paio di orecchini si sono salvati: "Li abbiamo dovuti ricomprare, prima che li fondessero".

La badante ha raggirato il suo anziano assistito (foto di repertorio)

Una questione dolorosa per la coppia di coniugi che adesso si sente presa in giro anche dalla giustizia. "La richiesta di archiviazione ci ha lasciato allibiti. Si parla persino di esiguità del danno. Per noi, 60mila euro di gioielli, non sono un furto esiguo". La donna, tra l’altro, continua a lavorare come badante presso altre famiglie, "con il rischio che il reato possa essere reiterato", come spiega il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami, che ha seguito la vicenda non da legale, ma da amico di famiglia: "Faremo opposizione all’archiviazione. Pur rispettando la Procura, sono molto perplesso. Con l’introduzione della particolare tenuità del fatto – spiega Bignami – il governo Renzi ha di fatto introdotto un’amnistia permanente per tutta una serie di reati che di tenue hanno ben poco. Lasciando, inoltre, nella completa discrezionalità dei giudici, seppur nei pochissimi limiti previsti, quando un autore di un reato possa farla franca o meno. Il limite dei cinque anni di reclusione è tutto fuorché tale perché estende questa ‘amnistia’ a reati la cui gravità è indiscutibile. E’ di tutta evidenza che questo provvedimenti lascia del tutto privi di giustizia i tanti cittadini che questi reati li subiscono".

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