Bologna, la maestra è stata arrestata per maltrattamenti (Foto d'archivio Businesspress)
Bologna, la maestra è stata arrestata per maltrattamenti (Foto d'archivio Businesspress)

Bologna, 6 febbraio 2021 - Maltrattava i piccoli che le erano affidati: perciò è stata arrestata dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro un’insegnante di una scuola dell’infanzia della città. La donna, italiana, incensurata e dipendente comunale, è finita in manette in flagranza di reato, nel corso di un’indagine coadiuvata da intercettazioni ambientali che i militari, coordinati dalla Procura, avevano installato nella scuola per accertare i metodi educativi sospetti che la donna utilizzava sui bambini di tre anni che i genitori le affidavano quotidianamente. 

L'indagine è nata dalla denuncia di due genitori, che avevano assistito a “comportamenti impropri” da parte di una educatrice dalla finestra di un'aula dove si trovavano i figli. Quegli episodi non sono stati attribuiti alla maestra indagata, i cui comportamenti sono invece emersi solo attraverso le intercettazioni.

Gli episodi analizzati dagli investigatori dell’Arma erano diventati talmente preoccupanti che martedì pomeriggio, sono dovuti intervenire d’urgenza all’interno della scuola per bloccare la donna e arrestarla mentre schiaffeggiava un bambino. La donna, dopo la convalida dell’arresto eseguita dal Giudice per le Indagini Preliminari, è stata rimessa in libertà, senza l’adozione di misure cautelari personali che erano state richieste dalla Procura della Repubblica di Bologna. 

L'Amministrazione comunale fa sapere che sono già stati "assunti tutti i provvedimenti necessari: l’insegnante è stata sospesa e non farà ritorno a scuola finché non saranno accertati i fatti". 

Il Gip: "Solo tre schiaffi in 15 giorni, non c'è reato"

"Nel periodo di osservazione di circa 15 giorni, l'indagata ha sferrato soltanto tre schiaffi punitivi nei confronti di tre diversi alunni. Occorre pertanto concludere che non si è in presenza della condotta tipica del reato di maltrattamenti". Lo scrive il Gip di Bologna, Letizio Magliaro, nell'ordinanza con cui ha rigettato la richiesta di misure cautelari, precisando che questo reato "implica un comportamento che si protrae nel tempo e si manifesta con una pluralità di episodi".

Il giudice ha comunque convalidato l'arresto in flagranza, ritenendo legittimo l'intervento dei militari dopo che, attraverso le intercettazioni ambientali, avevano visto la maestra colpire un bambino "violentemente con uno schiaffo alla nuca assestato con il palmo aperto della mano destra, per poi afferrarlo per un braccio sollevandolo da terra fino a farlo cadere prono sul pavimento". Per il giudice il comportamento di questa insegnante è "censurabile sotto il profilo educativo", ma si tratta di un tema che "riguarda le capacità pedagogiche professionali dell'indagata e deve trovare le contromisure necessarie da parte dell'autorità scolastica".

Urla e rimproveri nelle intercettazioni: "Mamma mia, ti do un pugno"

La mattina del 19 gennaio la maestra “afferrava per un braccio una bambina di 3 anni, sollevandola da terra e trascinandola fino a farla cadere, e in seguito spingendola con vigore contro una cassettiera, sulla quale pretendeva che si sedesse”. È uno degli episodi documentati nelle intercettazioni audio-video svolte nella scuola materna. Il 29 gennaio, a un altro alunno della stessa età che era seduto scomposto con un braccio a penzoloni, la donna avrebbe sferrato “un calcio al braccio destro, per indurlo a sedersi correttamente”. Gli episodi sono ripercorsi nell'ordinanza con cui il Gip di Bologna, pur convalidando l'arresto, ha rigettato la richiesta di misure cautelari per l'insegnante ritenendo che non si configuri il reato di maltrattamenti contestato.

Nei verbali delle intercettazioni ci sono anche urla e frequenti rimproveri a voce alta rivolti ai bambini. In un'occasione la maestra avrebbe pronunciato una bestemmia, imprecando mentre sgridava una alunna di 3 anni che si stava allontanando a tavola durante il pranzo. A un'altra ha urlato: “Mamma mia, ti do un pugno!”.