Bar in crisi, ma i ristoranti sono in crescita

Negozi che chiudono superano quelli che aprono nei centri delle città italiane, incluso Bologna. Mancanza di un piano strutturale per invertire la tendenza negativa. Calo del 20% delle attività commerciali in 10 anni, ma aumento dei ristoranti. La vocazione enogastronomica delle città attrattiva per i turisti.

È vero nei centri delle città sono più i negozi che chiudono rispetto a quelli che aprono. Anche a Bologna, come in genere in Emilia Romagna, non si vede all’orizzonte un piano strutturale concordato fra ente pubblico e categorie commerciali per cercare di frenare questa tendenza. Se nei centri si applicano sempre più paletti per la circolazione dei mezzi e gli esercizi commerciali calano difficilmente il cuore della città potrà rimanere vivo e vivace. Una riflessione bisognerà pur farla anzichè applicare qua e là qualche pezza senza un tentativo strutturato che possa invertire, o almeno frenare, la tendenza negativa. La politica a volte pensa alle grandi strategie e poi si rivela incerta sui problemi che ha davanti al naso. Un’indagine di Confcommercio diffusa qualche giorno fa ha fotografato fedelmente la situazione. Nelle città italiane, Bologna compresa, si è registrato negli ultimi dieci anni un calo del numero di attività commerciali di circa il 20% con particolare riferimento ai centri storici. Sale invece il numero dei ristoranti, e questo conferma la vocazione enogastronomica delle nostre città, un volano che attira turisti. Tra un monumento e un sito d’arte i visitatori cercano anche di mangiar bene. E a Bologna hanno una scelta infinita.

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