Il raduno dell'estrema destra il primo maggio a Bologna (FotoSchicchi)
Il raduno dell'estrema destra il primo maggio a Bologna (FotoSchicchi)

Bologna, 2 maggio 2021 - E' polemica per il servizio Rai del TgR Emilia Romagna di ieri sera, che ha definito "una provocazione" il fatto che dalla finestra di un palazzo in piazza della Pace sia arrivata la musica di 'Bella ciao', mentre si teneva l'annunciata (e discussa) manifestazione dell'estrema destra, organizzata dalla 'Rete dei patrioti'.

E nel pomeriggio arrivano le scuse della redazione "per il grave episodio", la stessa "prende le distanze dai contenuti del servizio", indicando come "inadeguate e inappropriate" le parole all'inizio del pezzo. 

"Un servizio del TGR Emilia Romagna di ieri ha definito come una 'provocazione' la musica di 'Bella Ciao' che usciva da una finestra a Bologna durante un raduno dell'estrema destra. Il cronista ha proseguito lodando i manifestanti de 'La rete dei patrioti' che avrebbero proseguito tranquilli la loro marcia", afferma la senatrice del Movimento 5 Stelle Sabrina Ricciardi, capogruppo in commissione di Vigilanza Rai e componente della Commissione per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza (la cosiddetta commissione Segre).

"Trovo che sia un fatto grave, da chiarire quanto prima, per questo intendo presentare un'interrogazione parlamentare"., annuncia Ricciardi. "Alla manifestazione - prosegue - prendevano parte formazioni come Casa Pound, i naziskin veronesi e la Militia Christi. 'Bella ciao' è un canto popolare simbolo della Resistenza e della Liberazione, non è accettabile che le due realtà vengano raccontate in quel modo dal Servizio Pubblico della Rai".
 

La sua non è l'unica voce di dissenso verso il servizio, la denuncia arriva anche dal segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: "Consiglierei ai vertici Rai, invece di stare dietro ad ogni sillaba pronunciata da Fedez, di vedere cosa viene trasmesso dai tg regionali. Quello che è accaduto ieri al Tgr dell'Emilia Romagna è indecente: definire in un servizio della tv pubblica Bella Ciao una provocazione e "i patrioti (cioè i nazifascisti) bravi a non reagire", è indegno".

"Già 2 anni fa, al Tgr dell'Emilia Romagna ci fu un servizio da Predappio vergognoso. Ora la farsa si ripete. Aspettiamo - conclude Fratoianni - i provvedimenti necessari ed immediati". 

"Mi unisco allo sconcerto ed alla indignazione della Presidente dell'Anpi di Bologna Anna Cocchi. La Rai faccia chiarezza sul servizio in cui "Bella Ciao" viene definita una provocazione e si elogiano i partecipanti ad una manifestazione di estrema destra, quella sì una vera provocazione nella nostra città Medaglia d'Oro della Resistenza", è la voce di Andrea De Maria, Deputato Pd e segretario di Presidenza della Camera.

Sul caso interviene anche l'Esecutivo dell'Usigrai: "Bella ciao non è mai una "provocazione". Bella ciao è un canto di libertà, indissolubilmente legato alla resistenza e alla lotta contro la dittatura fascista. In riferimento a un servizio andato in onda ieri sera sulla TgR Emilia Romagna, lo ribadiamo ancora una volta: le giornaliste e i giornalisti della Rai stanno e possono stare soltanto da una parte, ovvero dalla parte della Costituzione antirazzista e antifascista". Lo afferma in una nota l'Esecutivo dell'Usigrai.

Le scuse della redazione Rai dell'Emilia Romagna

In merito al servizio sul raduno dell'estrema destra a Bologna, andato in onda nel Tgr Emilia Romagna di ieri sera alle 19.30, la redazione della Tgr Emilia Romagna "si scusa per il grave episodio e prende le distanze dai contenuti del servizio stesso, che non corrispondono alla storia e ai principi che hanno sempre guidato il lavoro dei giornalisti del servizio pubblico". 

"Evidentemente le parole usate nell'attacco del pezzo sono state inadeguate e inappropriate, mentre nel seguito del servizio è stato correttamente documentato quanto avvenuto - prosegue la nota -. La Direzione di testata ha già chiesto una relazione ai responsabili della tgr Emilia Romagna e all'autore del servizio, preannunciando una netta dissociazione dal contenuto del servizio stesso".