FEDERICA ORLANDI
Cronaca

"Bellini, i figli in pericolo”: tutele anche per loro

Guido e Silvia nel mirino dell’ex Primula nera, arrestato per le minacce. Procura generale e Prefettura in campo per proteggerli da eventuali ritorsioni

Paolo Bellini

Paolo Bellini

Bologna, 2 luglio 2023 – Anche il figlio Guido nel mirino di Paolo Bellini. Dalle intercettazioni delle ’cimici’ in casa dell’ex di Avanguardia nazionale, infatti, gli inquirenti delle Dda di Caltanissetta e di Firenze – impegnate a indagare sulla ’Primula nera’ per chiarirne i rapporti con Cosa nostra e il boss Antonino Gioè, e l’eventuale ruolo nelle stragi di mafia di via D’Amelio, Capaci e dei Georgofili – hanno rilevato anche riferimenti potenzialmente minacciosi nei confronti del figlio minore suo e dell’ex moglie Maurizia Bonini. Tutto è stato prontamente riferito alla Procura generale, retta dal procuratore facente funzione Lucia Musti, presto impegnata nel processo d’appello a Bellini per il suo ruolo nella strage del 2 agosto 1980; nel frattempo, pure per il figlio del pluriomicida sono state attivate tutele, per volere di Procura generale e Prefettura di Reggio Emilia, città in cui risiede la famiglia Bonini. Una forma di protezione già attivata per Maurizia e per l’altra figlia, Silvia. La quale da anni ha cambiato cognome, Bonini come nonno e madre.

Bellini giovedì è stato arrestato dopo che le intercettazioni rilevate a casa sua, dove stava scontando condanne definitive ai domiciliari, avevano fatto ritenere agli inquirenti che progettasse ritorsioni nei confronti della ex moglie, testimone chiave nel processo che ad aprile 2022 lo ha visto condannato all’ergastolo in primo grado come esecutore materiale della strage in stazione, e del figlio del giudice Francesco Maria Caruso, presidente della Corte d’Assise che ha emesso la sentenza.

Guido Bellini sarebbe nel mirino del padre, che in passato definì "il diavolo", in quanto Paolo sfogandosi con alcuni parenti fece riferimento al fatto di nutrire "dubbi" sulla sua paternità. Il figlio nacque durante la latitanza di Bellini in Brasile sotto l’alias di Roberto Da Silva, tant’è che all’epoca (era il 1979) venne battezzato anche con quel cognome. E potrebbe ben riferirsi a lui o alla sorella la frase "Ho appena finito di pagare 50mila euro per fare fuori uno di voi Bonini" rilevata dagli apparecchi di registrazione.

L’imputato ora è nel carcere ’dei boss’ a Spoleto; ciò nonostante, per il presidente della Corte d’assise d’appello che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare Orazio Pescatore, potrebbe avere ancora influenze e legami tali da renderlo una minaccia per chi volesse colpire. Perciò è scattata la massima misura, nei suoi confronti.