Beppe Maniglia (FotoSchicchi)
Beppe Maniglia (FotoSchicchi)

Bologna, 6 ottobre 2016 - Che fine ha fatto Beppe Maniglia, si saranno chiesti i frequentatori incalliti di piazza del Nettuno che, passata l’estate, non lo hanno più visto suonare accompagnato dalla sua immancabile moto? A rispondere, ieri, è stato l’artista in persona tramite la sua pagina Facebook. Annunciando che lì in piazza non è tornato a suonare e, soprattutto, non suonerà più. Fine di una (lunghissima) epoca. Nel braccio di ferro con Palazzo D’Accursio, alla fine, la ‘Maniglia muscolosa’ si è dovuta arrendere.

«Cari amici, come avrete notato non mi sto più esibendo in piazza durante i fine settimana e i giorni festivi – ha scritto Maniglia –. Purtroppo il Comune ha deciso che non mi vuole più e per questo non mi sono stati rinnovati i permessi. Anche se non avremo più l’occasione di vederci in piazza, io continuerò col mio lavoro, come ho fatto tutta la vita». Un post che si conclude con l’invito a contattarlo per «serate, eventi o quant’altro». Dunque, Maniglia getta la spugna e dice addio, dopo decenni di onorato servizio, al suo spettacolo in piazza. In realtà, dal cuore del centro Maniglia mancava già da qualche mese, ossia da quando, la scorsa primavera, gli era stata sequestrata la moto amplificata dai vigili urbani, per non aver pagato alcune contravvenzioni dovute al mancato rispetto del regolamento acustico comunale.

«Non è una questione di mancato rinnovo dei permessi – specifica l’assessore alla promozione della città, Matteo Lepore – se Maniglia non suona più in piazza. Può continuare a farlo, se vuole. Deve però chiedere il permesso come tutti gli altri artisti di strada e rispettare le norme fissate dal regolamento (massimo un’ora di esibizione e limite alla potenza degli amplificatori; ndr) . Se invece vuole suonare con la sua moto e le sue casse da concerto deve chiedere l’autorizzazione per uno spettacolo viaggiante, dove dimostra con delle perizie tecniche, secondo quanto chiede la legge e non noi, che la sua musica non danneggia gli altri cittadini».