La bimba morta al Sant’Orsola per un volvolo intestinale non diagnosticato
La bimba morta al Sant’Orsola per un volvolo intestinale non diagnosticato

Bologna, 15 aprile 2021 - "Mi ero assentata un attimo per andare in bagno. Ho sentito un lamento fortissimo. Sono corsa al letto della mia bambina. ‘Ti prende mamma’, le ho detto. Non rispondeva più. Mi è morta tra le braccia". La piccola Laura (il nome è di fantasia) aveva 4 anni e 4 mesi. È morta al Sant’Orsola la notte tra il 20 e il 21 ottobre dello scorso anno. E ora i quattro medici che nei due giorni precedenti la visitarono - "con superficialità e senza voler approfondire, mentre la bambina urlava dal dolore", come racconta la mamma Barbara - rischiano il processo, dopo la notifica, nei giorni scorsi, del fine indagine.
 

Signora Barbara, cosa le resta di quella notte?
"Il senso di terrore che provavo, mentre vedevo la mia bambina che non era più lei, che vomitava e si contorceva. Dicevo alle infermiere che stava male, che la pompa per l’idratazione non funzionava. Non mi consideravano. In sei ore il medico è venuto una sola volta a visitarla, alle 22. Ed era l’unica paziente ricoverata nel reparto. Solo quando è entrata in arresto cardiaco, ed era troppo tardi, sono intervenuti".
La bambina quando ha iniziato a stare male?
"Il 19 al mattino mi hanno chiamato dall’asilo, dicendo che Laura vomitava. Sono andata a prenderla e, visto che la bambina a 6 mesi era stata sottoposta a un intervento all’addome, l’ho subito portata al pronto soccorso pediatrico del Sant’Orsola, dove è stata visitata dalla stessa dottoressa che l’aveva fatta ricoverare 4 anni fa. E che, pur memore di quell’intervento, ha subito parlato di gastroenterite, escludendo qualsiasi altra patologia. Anche il radiologo ha concluso nello stesso modo. Ci hanno rimandate a casa. Ma la bimba continuava a stare malissimo e il pomeriggio del 20 siamo tornate in ospedale. Fino a che non è morta, hanno continuato a parlare di gastroenterite".
Laura invece aveva un volvolo intestinale. Nessuno aveva considerato questa ipotesi?
"No. Laura è stata visitata da quattro medici: due pediatri, un radiologo e dal chirurgo di guardia. Il radiologo le ha fatto due lastre, una il 19, la seconda il 20. E non voleva farla: l’ho sentito litigare al telefono con la pediatra, diceva che lui aveva già detto cosa aveva visto. Anche il chirurgo aveva escluso evidenze chirurgiche. Io continuavo a dire loro che non poteva essere gastroenterite. Nessuno mi ha ascoltata".
Ora la Procura ha concluso le indagini e si potrebbe presto aprire un processo. Nessuno le ridarà la sua bambina, ma cosa chiede?
"Voglio che quello che è successo a mia figlia non accada a nessun altro bambino. Leggo sui giornali il cordoglio del Policlinico. Ma in questi mesi non ho avuto la vicinanza di nessuno. E anzi, ho dovuto leggere, nelle memorie presentate dai medici e dagli infermieri, tante falsità nella ricostruzione dei fatti. Una bimba non può morire così, lasciata sola, in un reparto che dovrebbe essere l’eccellenza del settore".