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17 mag 2022

Bimbi autistici, i genitori conto il Comune: "Non ci garantisce il servizio"

Parla il vicepresidente del Comitato Autismo 365 "Grave discriminazione, siamo cittadini di serie B"

17 mag 2022

"I centri estivi? Per molti ma, non per tutti". E’ un duro, ma solido j’accuse quello che Francesca Delmonte, vicepresidente di Comitato autismo 365, muove al Comune. Al punto da spingersi a parlare di "ingiustizia" e di "grave discriminazione che coinvolge tanti bambini e genitori che vengono da anni trattati come cittadini di serie B". Un migliaio i ragazzi con l’autismo di questi tra i 700 e gli 800 under 18 e quindi in età da poter frequentare i contri estivi convenzionati che arrivano anche fino a 16 anni Il problema? Il Comune non garantisce, con i suoi educatori, la copertura full time dei ragazzi autistici che vogliono frequentare i centri estivi convenzionati con il Comune. "Ho tre figli – racconta Delmonte -. Quando vado ad iscrivere il più grande, con l’autismo, dopo vengo contattata dall’Ufficio scuola del mio quartiere che, una volta visionata la mia domanda, rileva come abbia inserito troppe settimane (5 o 6, ndr) e che il tempo richiesto (tutta la giornata, ndr) sia troppo. Mio figlio deve essere ritirato alle 13 o alle 14".

Motivo? "Non ci sono le ore sufficienti a coprire l’educatore che lo affianchi per cui se lo lascio al centro estivo è a suo rischio e pericolo". Insomma, i ragazzi autistici "non possono frequentare al pari degli altri", osserva. Ovvio che le famiglie "facciano un passo indietro e non li iscrivano. Invece i nostri figli stanno bene nei centri".

Per loro, ormai "paghiamo tutto e chi non ha possibilità?", si chiede amareggiata la vicepresidente. "I nostri figli hanno diritto ad essere trattati come gli altri. Sono uguali agli altri bimbi? Sì o no? Allora se, per il Comune lo sono, devono poter fare la stessa vita. Auspichiamo che, al più presto, ci venga data una risposta concreta".

Incontri, tavoli con gli assessori. Tuttavia "abbiamo l’impressione che ai tavoli si faccia un gran parlare e poi non si agisca. I nostri figli restano sempre indietro. Le chiacchiere ora devono restare a zero affinché i nostri figli possano essere finalmente uguali agli altri".

f. g. s.

© Riproduzione riservata

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