NICOLETTA
Cronaca

Blitz antagonista: "No al nuovo Cas di Ozzano"

Ieri, attivisti di Labas e Tpo hanno vandalizzato l'ex caserma Gamberini di Ozzano, che diventerà un centro di accoglienza per migranti. La Prefettura ha eseguito un sopralluogo e la protesta è stata motivata dal modello di accoglienza del decreto Cutro.

Blitz antagonista, ieri, alla ex caserma Gamberini di Ozzano, che ospitava il genio ferrovieri e che si prepara a diventare un nuovo centro di accoglienza per migranti. Prima del sopralluogo dei tecnici della Prefettura, che si è tenuto in tarda mattinata, attivisti di Labas e Tpo si sono introdotti negli spazi della caserma che ospiterà il Cas. Il muro principale, al pari del muretto esterno, è stato vandalizzato con un messaggio scritto con vernice spray: "Questa non è accoglienza". Anche sul viale d’ingresso, in bianco, si legge un’unica parola a caratteri cubitali: "Libertà".

Gli autori delle scritte si sarebbero presentati verso le 10 di ieri e sono stati visti dal custode della struttura che ha, poi, avvisato i carabinieri. Al loro arrivo i militari non hanno trovato più nessuno, ma solo le scritte fresche, alcune tute bianche e qualche petardo a terra. Poco dopo, la Prefettura ha eseguito un sopralluogo nello stabile che da ora sarà gestito da Nova Facility. La stessa amministrazione comunale di Ozzano, al pari delle opposizioni presenti al sopralluogo, ha ribadito i propri dubbi sul progetto voluto dalla Prefettura per l’ex caserma Gamberini, sia per lo stato di ammaloramento dello stabile che per quello che comporterebbe ospitare un Cas: "Continuiamo a non avere tempistiche di nessun tipo ma, al tempo stesso, dobbiamo prepararci a quello che sarà: sia dal punto di vista della sicurezza sia cercando di organizzare le modalità per una serena coesistenza tra migranti e comunità locale". È chiaro, invece, il motivo della protesta, come rivendicano Tpo e Labas: "Con l’azione di oggi contestiamo il modello di accoglienza del decreto Cutro che è perfettamente rappresentato da questa struttura di Ozzano: nascondere richiedenti asilo e migranti in grandi centri, nelle zone disabitate e periferiche della città, in assenza totale di servizi di integrazione e reti sociali".

Zoe Pederzini