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3 mag 2022

Bologna com’era: la chiesetta dello Spirito Santo

Percorrendo la via Val d’Aposa lo sguardo non può non cadere su una piccola ma affascinante costruzione dalla facciata in cotto, ricca di decorazioni: è l’Oratorio dello Spirito Santo. La sua costruzione come chiesa di Santa Maria dei Celestini, risale alla fine del Quattrocento e fu voluta dai monaci Celestini. La chiesa fu poi assegnata alla Confraternita dello Spirito Santo e da allora l’edificio assunse la denominazione della Confraternita, cioè Spirito Santo. Giunsero poi le soppressioni napoleoniche che colpirono la Confraternita e di conseguenza la chiesa-oratorio fu chiusa al culto e incamerata nel demanio pubblico che la cedette in affitto ad un falegname. Da allora l’edificio si trasformò in bottega d’artigiano: ospitò un fabbro poi di nuovo un falegname, un fruttivendolo, un marmista. L’interno e la facciata della chiesetta subirono un forte degrado (foto).

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