Bologna com’era: le monache, numerose ma invisibili

Sappiamo molto della Bologna medievale e rinascimentale per merito dei cronisti e dei pittori; conosciamo anche il volto di personaggi illustri in quanto si fecero ritrarre da pittori più o meno noti. Anche per le donne, sebbene in misura minore, vale lo stesso discorso: ci restano ritratti di donne famose. Tuttavia c’era una categoria di donne che somigliavano a ombre, invisibili, ma numerose: le monache. A patto che non fossero dichiarate "beate" o "sante": in tal caso erano ritratte da pittori e le loro immagini entravano nelle chiese, nei conventi o nelle case dei parenti. Fin dal Duecento furono le donne a fondare i conventi più amati dai bolognesi (S. Luca, Madonna del Monte in via dell’Osservanza, Eremo di Ronzano- foto): a fine secolo i monasteri femminili erano 36, ma dopo la peste la popolazione diminuì di 13.000 abitanti e i monasteri calarono a 26. (segue)

Marco Poli