Il cranio umano rinvenuto nella grotta Marcel Loubens, a pochi passi dal Farneto

San Lazzaro, 14 giugno 2018 – E’ di una donna, di giovane età. Dalle prime osservazioni scientifiche, il cranio umano rinvenuto nella grotta Marcel Loubens, a pochi passi dal Farneto, all’interno del parco dei Gessi a San Lazzaro di Savena risulta appartenere a una fanciulla vissuta, secondo gli esami radiometrici, tra i 5300 e i 5600 anni fa, durante l’età del Rame.

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Il reperto rinvenuto dagli speleologi del Gsb-Usb è stato recuperato in seguito a una complessa operazione che ha coinvolto un anno fa undici volontari che si sono calati lungo un meandro, chiamato ‘della cattiveria’ per la larghezza che non supera i trenta centimetri, con tanto di curve di 360 gradi che costringono a movimenti complessi. In questi mesi, il cranio fatto riemergere dall’antropologa e speleologa Lucia Castagna che è riuscita nel giugno scorso a infilarsi nel meandro, è all’esame del dipartimento di scienze biologiche e ambientali di Unibo sotto lo sguardo dell’archeologa Monica Miari e dell’antropologa Maria Giovanna Belcastro con il coordinamento della Soprintendenza.

"Si tratta di un reperto di grande valore che conferma le importanti potenzialità sul piano scientifico di quest’area – sostiene la professoressa Belcastro - . A breve, però, una volta terminati gli studi, il cranio della fanciulla potrebbe tornare a San Lazzaro: qui, il museo della preistoria Luigi Donini ha già aperto le sue porte per accoglierlo".