Sergio Venturi, il professor Sante Tura, Antonella Messori e Francesco Ubertini
Sergio Venturi, il professor Sante Tura, Antonella Messori e Francesco Ubertini

Bologna, 21 maggio 2019 - Un maestro . Il ‘guardiano del sangue’, uno dei fondatori dell’ematologia italiana, un visionario che ha anticipato i tempi, esempio di saggezza e pacatezza, uomo di cultura e amante dello sport. Se sono tanti gli aggettivi che gli si attribuiscono, lui si definisce semplicemente «un medico che voleva fare il medico». Sante Tura, professore emerito dell’Alma Mater, festeggia 90 anni, e con lui tutta la scuola di ematologia e i colleghi nazionali e internazionali, che erano presenti all’istituto Seragnoli del Sant’Orsola. «Non ho mai passato in vita mia un giorno come questo – ha ringraziato Tura – e lo devo a tutti voi».

Per il rettore, Francesco Ubertini, «questa giornata ha un alto valore simbolico: celebrare un grandissimo ematologo e un bravissimo insegnante. È uno dei più illustri rappresentanti della scuola medica ed è stato un costruttore: a lui si deve se Bologna e l’Alma Mater hanno conquistato prestigio nell’ematologia». Un percorso unico, che ha visto Tura svolgere trent’anni di professione e diventare direttore dell’Istituto di ematologia Seragnoli, presidente di Ail e della Società italiana di ematologia.

«Quando Tura ha iniziato gli studi – continua Ubertini – nessuno voleva combattere la leucemia, ma lui ha accettato la sfida, intuendo che in breve tempo si sarebbero capite le basi biologiche della malattia». Ma a rendere il professore un punto di riferimento per la medicina è anche la sua umanità. «Fin da piccolo volevo diventare il miglior medico che potessi – racconta Tura –, così sono stato negli Stati Uniti per diventare docente e primario di ospedale, che per me era il punto di arrivo. Ho continuato nella scuola del professor Campanacci e il resto della storia la conoscete». Se il motto è ‘nella vita non si smette mai di imparare’, sono tanti a confessare di averlo appreso da Sante Tura.

«Non ho avuto un maestro come lui – interviene Sergio Venturi, assessore regionale alla Sanità –, ma quando sono arrivato al Sant’Orsola è stata una delle prime persone con cui ho parlato e da lui ho tratto solo ricchezza, che custodisco come tesoro». Sergio Amadori, presidente nazionale Ail, aggiunge che «grazie a lui Ail quest’anno festeggia 50 anni». «Oggi è una festa – aggiunge Antonella Messori, direttore generale del Sant’Orsola – che celebriamo tutti, perché gli siamo grati per i suoi insegnamenti e per la persona che è». «Questi sono solo i primi 90 anni della sua vita – aggiunge Amadori –, non molli prof!».

Il professore poi conclude così: «Ho tanti collaboratori in giro per il mondo, ma a me non dispiace che non tornino: negli Stati Uniti possono fare qualcosa che noi qui non possiamo fare e da lì arricchiscono tutti. Io sono per la globalizzazione. E a tutti quelli che mi chiedono come faccio a vivere, rispondo così: vivo come se dovessi vivere sempre, però con la valigia in mano».