La Suburra, ricostruita grazie alla tecnologia 3d
La Suburra, ricostruita grazie alla tecnologia 3d

Bologna, 15 settembre 2019 - Camminare nella Bologna di duemila anni fa? Ora è possibile – grazie alla ricostruzione nell’ambiente virtuale in 3D della Bononia romana – fare un salto nel teatro (ex Coin, via Carbonesi), entrare nella domus lungo il cardo maximus, un quartiere popolare (la cosiddetta Suburra, che non si sa precisamente dove fosse), attraversare l’arco onorario (incrocio Indipendenza-Ugo Bassi), passeggiare nella piazza del Foro tra gli edifici della Basilica (Sala Borsa) e assaporare l’atmosfera solenne dei templi Capitolium e di età augustea (via Porta di Castello).

Un maxi lavoro di un anno, che ha seguito due filoni strategici: la più recente e performante tecnologia 3D con l’utilizzo di piattaforme per creare videogame al servizio di una ricostruzione archeologica basata su un’accurata raccolta di dati topografici e di cultura materiale.

L’elaborazione tecnica è stata realizzata dal team de ‘La macchina del tempo’, di Massimo Sinigaglia, supportato dalla consulenza archeologica di Claudio Calastri. «Il nostro intento era creare un’esperienza immersiva ed emozionante – raccontano Sinigaglia e Calastri –, per dare la sensazione di vivere nell’ambiente di Bologna nel primo secolo dopo Cristo. Non eravamo interessati a un progetto di mera ricostruzione scientifica e architettonica. L’esperienza si realizza in poltrona, con visore e joystick: così si possono incontrare gli attori nel teatro, il barbiere, il vasaio, il venditore di schiavi. Oltre 200 personaggi animati spasi in un’area di due chilometri quadrati».

Si tratta del primo lavoro di questo genere in città (i dati e le conoscenze permettono di arrivare alla ricostruzione virtuale di un’ampia porzione di Bononia, da via Galleria alla via Emilia) e certo una delle progettazioni tecnicamente più avanzate in Italia.

«Dopo la presentazione-evento (19 settembre, Salone del restauro di Ferrara; 23, in Sala Borsa, ndr) la fruizione sarà attiva nella sede della Macchina del Tempo in via Zamboni 7, dove si potranno scegliere vari percorsi a tempo».

In epoca romana Bologna era fra le città più importanti della Pianura Padana, forse la più estesa. Calastri rivela: «Non tutti sanno che in città, durante le guerre civili, ha soggiornato Ottaviano, non ancora imperatore». Gli esperti bolognesi, oltre agli scavi nella città e provincia, si sono affidati anche alle scoperte di Pompei, unica città romana dove è visibile ancora tutto: «È un modello: nel mondo romano l’edilizia era standardizzata e una casa di Pompei non era molto diversa da una di Bononia».