Bologna, 20 luglio 2017 - Una truffa ai danni del celebre chef Bruno Barbieri. Una nigeriana di 33 anni – agli arresti domiciliari dopo un’indagine della procura di Torino – è indagata per riciclaggio. Il 13 febbraio, sconosciuti inviano una mail alla direttrice di uno sportello bancario di Medicina, dove Barbieri ha un conto corrente, con le credenziali del cuoco, di cui erano riusciti a violare l’account, e ordinano un bonifico di 30mila euro a favore del conto intestato alla cittadina nigeriana. La donna, a Torino, ritira il denaro con una serie di prelievi da cassa e bancomat.

Bruno Barbieri, anche lei è rimasto vittima di una truffa su internet. Ma, nonostante la disavventura, per una volta una pirata informatica è finita in manette...

“Già, vorrei proprio sottolineare il lavoro della polizia postale di Reggio Emilia e della procura di Torino. Sono l’esempio dell’Italia che funziona. Ci lamentiamo sempre dei problemi, ma nel mio caso ho avuto la prova che le istituzioni esistono e lavorano”.

Lei è conosciuto per essere molto preciso. Come hanno fatto a rubarle l’account?

“Viaggio in tutto il mondo e spesso uso il Wi-fi degli hotel. Credo che in una di queste connessioni mi abbiano rubato l’account. Pensi che cambio la password ogni 25 giorni, ma non è bastato. Da come si sono comportati ho capito di essere finito in una trappola”.

Cosa intende?

“Prima di arrivare a chiedere alla mia banca un bonifico da 30mila euro, mi hanno studiato per tanto tempo. Conoscevano il mio linguaggio e sapevano che stavo vivendo un momento difficile a causa della morte di mio padre. Le mail con cui chiedevano i soldi alla mia banca erano davvero accurate”.

Cosa c’era scritto?

“Facendo finta di essere il sottoscritto, comunicavano che a causa di problemi familiari ero fuori città e quindi mi servivano dei soldi. Se si fossero accontentati dei primi 30mila euro o di cifre più basse l’avrebbero potuta far franca”.

In che senso?

“Dopo la prima tranche andata a buon fine, non si sono accontentati e hanno chiesto alla banca cifre altissime. Sono stati ingordi, così li abbiamo scoperti. Se avessero prelevato mille euro al mese nessuno si sarebbe accorto di nulla”.

E invece?

“Ero a letto quando mi ha chiamato la direttrice di banca. Mi chiedeva cosa mi fosse successo e perché chiedevo quelle cifre. Sono caduto dalle nuvole, e ho presentato denuncia alla polizia postale. Le indagini sono durate mesi, finché non hanno preso la nigeriana. Mi spiace per questa donna finita in una rete criminale più grande di lei. Ma vorrei fare una riflessione”.

Prego.

“Cosa ci fa questa gente in Italia? Mi spiego: come succede in altri Paesi, una volta presi a rubare, vengono rispediti nelle nazioni di provenienza. Noi, invece, abbiamo casi come quello di Igor il ‘russo’ che, dopo due espulsioni, era ancora in Italia e ha ucciso due persone”.

È amareggiato?

“No, sono felice perché ho avuto la prova che l’Italia funziona. E poi perché sto registrando la settima edizione di Masterchef”.