’Cacciatore’ di reperti trova gavetta della guerra

L’oggetto, che aveva l’incisione del nome intatta, era sepolto da 78 anni . Sabattini ha poi rintracciato gli eredi del soldato Usa: sono oltre cento.

’Cacciatore’ di reperti   trova gavetta della guerra

’Cacciatore’ di reperti trova gavetta della guerra

Un altro ritrovamento fra i più ambiti dai ‘cacciatori’ di reperti bellici muniti di cercametalli. Coperta da una decina di centimetri di terra, il tempo ha celato una gavetta appartenuta a un soldato americano che aveva combattuto la seconda guerra mondiale sull’Appennino modenese e bolognese. Il 3 settembre scorso, Andrea Sabattini di San Cesario sul Panaro, in località Scanello, sul confine tra Montese e Castel d’Aiano, ha fatto la scoperta. E ancora più soddisfazione ha provato quando ha rintracciato i famigliari del militare che aveva perduto quell’oggetto ricevuto in dotazione.

Sabattini era in compagnia di Roberto Cavani, a sua volta appassionato cercatore di reperti bellici. Quel giorno, sono bastati alcuni segnali emessi dal cercametalli e la rimozione di alcune palate di terra per riportare alla luce, dopo 78 anni, una borraccia con inciso un nome: Winfred Barnes. Dopo sei mesi di ricerche, è anche riuscito a risalire a una figlia del militare nato il primo agosto 1918, membro della 10ª Divisione da Montagna statunitense, deceduto nel 1985 a Bonne Terre (Missouri). Quando venne in Italia a combattere, Barnes era sposato con Leola Cunningham e con la famiglia viveva a Granite City (Illinois). Arruolato nella 10ª il 25 maggio 1944, partecipò alla Campagna d’Italia come fuciliere nella Compagnia I dell’87° Reggimento, che fece il battesimo del fuoco il 20 gennaio 1945 nell’area di Monte Belvedere, territorio del bolognese Lizzano. Per il suo comportamento Barnes ottenne alcune decorazioni e ritornò in patria il 17 agosto 1945. Non parlava quasi mai delle sue esperienze in tempo di guerra, hanno riferito i parenti del soldato ad Andrea Sabattini. Soltanto una volta gli sfuggì che era rimasto scioccato quando un commilitone con cui condivideva la trincea fox hole si alzò per sparare e fu colpito alla testa e morì. Congedato, in seguito diventò reverendo della città di Granite City e quando morì, l’11 ottobre 1985, oltre alla moglie, lasciò 9 figli (2 maschi e 7 femmine), 34 nipoti e 60 pronipoti. Alla morte della moglie, nel 1996, gli eredi diventarono 128.

"Tutti avrebbero piacere di avere la gavetta – dice Sabattini –. Senz’altro gliela consegnerò. È stato tutto emozionante per me". Insieme alla gavetta è stata trovata anche una borraccia tedesca. Andrea Sabattini si interessa della 10ª Divisione da Montagna da anni. "Per 30 anni – dice – ho abitato a Montalto di Montese e mio nonno mi parlava del passaggio della guerra in quei luoghi. Ora sto cercando notizie di un soldato dell’86° Reggimento della 10ª del quale, nel marzo scorso, abbiamo trovato la piastrina e vorrei riconsegnarla ai parenti del soldato". Walter Bellisi