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5 mag 2022

Cadario: "Al Manzoni l’Orchestra Toscana esalterà il pubblico"

5 mag 2022

Agli sponsor di Musica Insieme e agli abbonati che durante la pandemia sono stati vicini alla Fondazione devolvendo la quota relativa agli eventi annullati, viene offerto gratuitamente un concerto dell’Orchestra della Toscana sotto la direzione di Alessandro Cadario (foto), con la partecipazione di quattro artisti del calibro di Lorenza Borrani (violino), Enrico Dindo (violoncello), Pietro De Maria (pianoforte) e Giovanni Scifoni (voce recitante). L’appuntamento è all’Auditorium Manzoni, domani alle 20.30, con un programma molto ricercato: la suite Rossiniana di Ottorino Respighi, il Concerto dell’Albatro di Giorgio Federico Ghedini e la fantasia sinfonica Romeo e Giulietta di Pëtr Il’ic Cajkovskij. I biglietti omaggio potranno essere prenotati allo 051271932; per il resto del pubblico restano aperti i consueti canali.

Al Maestro Cadario abbiamo chiesto un breve autoritratto.

"Nasco come violinista, passando attraverso l’esperienza di compositore, e solo nell’ultimo decennio sono approdato alla direzione d’orchestra: un percorso eclettico, che ha dato vita in me a una figura un po’ diversa dal più consueto direttore italiano: amo Rossini, ma sono anche molto interessato al repertorio sinfonico".

E con ciò ha delineato il programma del suo concerto!

"La Rossiniana del bolognese Respighi è un chiaro omaggio alla città, anche se il Rossini che viene lì rielaborato non è quello delle opere famose, ma dei brillanti pezzi pianistici scritti in tarda età. Il Concerto dell’Albatro, scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, riflette su tematiche esistenzialiste in reazione alla tragedia bellica, e risulterà quanto mai attuale. Ma fra divertimento e riflessione, la vita è tenuta insieme dalla passione: ed ecco l’inno all’amore di Romeo e Giulietta.

Ma la perla sarà Ghedini...

"È un compositore quasi mai eseguito. Il Concerto dell’Albatro vive sui colori timbrici, grazie a una partitura particolarissima che fa a meno di quasi tutti i fiati, ma aggiunge un trio di solisti come solo Beethoven aveva fatto nel Triplo Concerto, e su essi irrompe la voce".

Marco Beghelli

© Riproduzione riservata

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